Martedì 1 Settembre 2026 — Messa per la Custodia del Creato a Castel Gandolfo, apertura del Tempo del Creato · Suor Alessandra Smerilli entra in carica come Prefetto del Dicastero per lo Sviluppo Umano Integrale
18:30
Giardino della Madonnina del Borgo Laudato si', Giardini Pontifici di Castel Gandolfo
🌱 Santa Messa
Messa per la Custodia della Creazione, apertura del Tempo del Creato
📍 Giardino della Madonnina del Borgo Laudato si', Giardini Pontifici di Castel Gandolfo
Papa Leone XIV presiede la Santa Messa per la Custodia della Creazione nel Giardino della Madonnina del Borgo Laudato si', ai Giardini Pontifici di Castel Gandolfo, in occasione della Giornata mondiale di preghiera per la cura del creato, che segna l'apertura del Tempo del Creato: un periodo ecumenico di preghiera e impegno che si protrae fino al 4 ottobre, festa di San Francesco d'Assisi, quest'anno nel segno degli 800 anni dal transito del Poverello. La celebrazione, promossa congiuntamente dal Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale e dal Centro di Alta Formazione Laudato si', utilizza il formulario della "Messa per la Custodia del Creato", elaborato da quattro dicasteri della Curia Romana. Come ha ricordato il cardinale Michael Czerny, prefetto del Dicastero, celebrare l'Eucaristia attorno a un altare immerso in un giardino aiuta a ricordare che tutta la creazione è un dono e che ogni dono genera una responsabilità.
Omelia nella Messa per la Custodia del Creato — estratti
«In questa Giornata, e nei giorni a venire, diamoci qualche minuto di pausa dalla frenesia delle attività quotidiane per gustare la grande armonia di cui siamo parte». «Mettiamo in modalità silenziosa tutti i rumori delle opere umane per ascoltare la voce melodiosa della creazione, in cui Dio, Autore di ogni cosa, ci parla».
Estratti dell'omelia pronunciata da Papa Leone XIV nel Giardino della Madonnina del Borgo Laudato si', durante la Messa per la Custodia della Creazione nella Giornata mondiale di preghiera per la cura del creato. Il testo integrale è pubblicato sul sito della Santa Sede.
«In questa Giornata, e nei giorni a venire, diamoci qualche minuto di pausa dalla frenesia delle attività quotidiane per gustare la grande armonia di cui siamo parte».
«Mettiamo in modalità silenziosa tutti i rumori delle opere umane per ascoltare la voce melodiosa della creazione, in cui Dio, Autore di ogni cosa, ci parla».
«Questo esercizio contemplativo, che favorisce l'incontro con il Signore, costituisce un primo passo verso un'autentica conversione ecologica, in cui gli effetti dell'incontro con Gesù Cristo si manifestano con evidenza nel rapporto con il mondo che ci circonda».
«Dalla contemplazione del creato e dall'incontro con il Creatore nasce la coscienza del nostro posto speciale all'interno del meraviglioso piano di Dio». «Dalla presa di coscienza delle nostre mancanze e dei nostri errori può nascere un impegno rinnovato a restaurare le relazioni tra le creature».
«Con San Francesco vogliamo rinnovare il nostro impegno a vivere e promuovere quella fratellanza universale che è inseparabilmente unita al compito di custodire il creato».
Messaggio per l'XI Giornata Mondiale di Preghiera per la Cura del Creato — «Forgeranno le loro spade in vomeri» (Is 2,4)
Cari fratelli e sorelle, nostro Signore Gesù Cristo è venuto nel mondo perché abbiamo la vita e l'abbiamo in abbondanza (cfr Gv 10,10). Tale dono è al centro stesso della nostra missione di discepoli e della nostra vocazione comune a costruire una civiltà dell'amore. Mentre celebriamo questa Giornata mondiale di preghiera per la cura del creato, si…
Cari fratelli e sorelle, nostro Signore Gesù Cristo è venuto nel mondo perché abbiamo la vita e l'abbiamo in abbondanza (cfr Gv 10,10). Tale dono è al centro stesso della nostra missione di discepoli e della nostra vocazione comune a costruire una civiltà dell'amore. Mentre celebriamo questa Giornata mondiale di preghiera per la cura del creato, siamo invitati ancora una volta a contemplare il dono della vita e ad avere a cuore la terra che la sostiene, rendendo così concretamente lode al nostro Creatore.
Siamo testimoni, oggi, di varie crisi e di tanta sofferenza umana. Al tempo stesso, sembra che si stia accelerando la distruzione dell'equilibrio armonioso della creazione. Questi fenomeni non sono slegati; costituiscono un'unica invocazione di guarigione e di pace che sale da un mondo ferito.
Il Dio della vita, che si è rivelato in Gesù Cristo, offre una pace che il mondo non può dare: «Vi lascio la pace, vi do la mia pace» (Gv 14,27). Essa non è né superficiale né fugace; scaturisce dall'amore perenne di Cristo e dalla sua cura per ogni persona umana.
Eppure questa promessa di pace è in netto contrasto con le realtà che vediamo in varie parti del mondo. Il profeta Isaia ha parlato di un tempo in cui le nazioni «spezzeranno le loro spade e ne faranno aratri» (Is 2,4), trasformando ciò che distrugge la vita in qualcosa che la sostiene. Oggi, però, vediamo troppo spesso accadere l'esatto contrario, mentre gli sforzi continuano a essere orientati alla violenza e alla guerra.
La guerra produce ferite che vanno ben oltre il campo di battaglia. Miete vittime, lacera famiglie e costringe milioni di persone a lasciare le proprie case, alimentando paura, ingiustizia e divisione (cfr Conc. Ecum. Vat. II, Cost. past. Gaudium et spes, 77-82); lascia dietro di sé una distruzione sociale ed ecologica che dura per generazioni. L'interazione tra conflitti armati e degrado ambientale, inoltre, crea spesso un circolo vizioso che distrugge gli ecosistemi, contamina risorse essenziali come l'aria e l'acqua e mina la sicurezza alimentare. Il che alimenta povertà, disuguaglianza e nuove tensioni sociali, che possono contribuire, a loro volta, all'insorgere di ulteriori conflitti.
Per di più, la guerra infligge ferite che danneggiano l'intero tessuto vitale, colpendo non solo le singole persone e le comunità, ma anche la loro più ampia rete di relazioni con l'intera famiglia umana, e la loro armonia con il creato. Essa rivela un fallimento profondo nel vivere a immagine e somiglianza di Dio, nel rispettare la vita e nel prendersi cura della terra che ci è affidata. Non è solo un fallimento politico, ma anche morale e spirituale. Radicata in desideri distorti e in un uso sbagliato della libertà e del potere umani, la guerra si erge a contro-testimonianza del Vangelo della pace.
Le crisi menzionate richiedono, oltre che responsabilità, anche una conversione del cuore, che fruttifichi in una più profonda fedeltà a Dio, in amore reciproco e in rispetto per il dono del creato. Di fatto, le disarmonie che vediamo nel mondo, come la violenza, l'ingiustizia e il degrado ecologico, non sono semplicemente il risultato di sistemi o strutture imperfetti; essi «si collegano con quel più profondo squilibrio che è radicato nel cuore dell'uomo». In realtà, è il cuore umano il luogo in cui si svolgono le lotte più profonde e in cui si rivela la nostra condizione decaduta. Esso, oltre che la sede delle emozioni, è il centro della persona, in cui convergono ragione, desiderio, volontà e coscienza. È lì che combattiamo con le voglie contraddittorie che ci abitano, amore e indifferenza, verità e illusione, giustizia e ingiustizia. Le ferite della guerra e il degrado della terra, perciò, sono profondamente legati alla condizione del cuore umano. I conflitti che tormentano l'umanità sono per molti versi espressione esteriore di contrasti e divisioni interiori. Quando il cuore è traviato, le relazioni ne soffrono e le strutture che costruiamo cominciano a riflettere tale disordine.
Papa Benedetto XVI ci ha ricordato che «i deserti esteriori si moltiplicano nel mondo, perché i deserti interiori sono diventati così ampi». Il che ci invita a riconoscere che, in qualche maniera, ciò che è spezzato attorno a noi lo è anche dentro di noi. Per questo motivo, per costruire una società pacifica, non dobbiamo solo riformare le strutture, ma anche rinnovare i nostri cuori. Le cause più radicali di conflitto e lo sfruttamento del creato sono conseguenze di una crisi etica e culturale che include la perdita del senso del limite, il desiderio di dominio, la ricerca di profitto immediato e l'incapacità di riconoscere la dignità che Dio ha donato a ogni persona umana.
La chiamata profetica a “forgiare le spade in vomeri” non è quindi solo un sogno per le nazioni, ma un appello rivolto a ogni persona. Ci invita a trasformare ciò che è male in vita. Tuttavia questa trasformazione non può essere realizzata soltanto attraverso un cambiamento esteriore. Essa richiede, in cooperazione con la grazia di Dio, una conversione più profonda, sia personale che collettiva: un ritorno al Signore, che riporterà ordine nei nostri desideri, guarirà le nostre ferite e ci aiuterà a crescere nella virtù.
Senza questa trasformazione interiore, la pace rimane fragile e di breve durata. Ma dove i cuori si rinnovano, si cominciano ad aprire nuove possibilità. Ciò che è stato usato per la distruzione può essere reindirizzato verso la vita, per la cura dei poveri, il nutrimento degli affamati e la salvaguardia del creato. Questo è il cammino di un'autentica conversione ecologica, in cui gli effetti dell'incontro con Gesù Cristo si manifestano con evidenza nel rapporto con il mondo che ci circonda. La pace, quindi, comincia nel cuore e si riflette all'esterno nelle nostre relazioni, nelle comunità e più ampiamente nel mondo.
Sebbene le sfide che ci attendono siano enormi, il Signore non ci lascia privi dei mezzi di guarigione e di trasformazione. Al posto delle armi da guerra, il Dio della pace ci dona la forza di guarire, riconciliare e costruire una civiltà dell'amore. In questo modo siamo chiamati a tutelare i molti “ecosistemi” che ci sono stati affidati: del creato, delle relazioni umane e del cuore stesso dell'uomo.
Immaginiamo un mondo in cui le energie attualmente impiegate nella guerra siano destinate allo sviluppo umano integrale, al superamento della povertà, alla difesa della dignità umana e alla riconciliazione tra i popoli divisi. Una visione del genere riflette la fede nell'avvento del Regno di Dio.
I veri strumenti per costruire la pace non sono le armi di distruzione, ma piuttosto la verità, il dialogo, la pazienza, la bontà, la giustizia, la misericordia, la comprensione, la cura e l'amore. Questi scaturiscono da cuori plasmati dal Vangelo e sostenuti dalla grazia di Dio. Solo queste qualità hanno il potere di trasformare gli individui, rinnovare le comunità e guarire le ferite del nostro mondo.
Cari fratelli e sorelle, il cammino che abbiamo davanti è chiaro, seppure non facile. Siamo chiamati a lasciare che i nostri cuori siano rinnovati, perché possiamo cercare la pace e prenderci cura del creato. La Scrittura ci raccomanda di custodire i nostri cuori, poiché è da essi che sgorga tutto ciò che facciamo (cfr Pr 4,23).
Se ci assumiamo questo compito con umiltà e fede, diventeremo collaboratori nell'opera di rinnovamento di Dio. Passeremo, lentamente ma inesorabilmente, dal deserto al giardino, dalla divisione alla comunione e dalla violenza alla pace.
Il Signore ci dia il coraggio di percorrere questa via, perché in questo nostro tempo le “spade” siano realmente “forgiate in vomeri”, la promessa del Vangelo si radichi più profondamente nel nostro mondo e la pace di Cristo regni su tutto il creato.
Dal Vaticano, 15 agosto 2026, Assunzione della B.V. Maria.
Con effetto dal 1° settembre 2026 entra in carica Suor Alessandra Smerilli, F.M.A., nominata da Papa Leone XIV il 30 giugno 2026 Prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale. Economista e religiosa salesiana, dal 2021 era Segretario dello stesso Dicastero. Succede al cardinale Michael Czerny, S.I., che ha guidato l'organismo dal 2022. Contestualmente entrano in carica il cardinale Fabio Baggio, nominato Pro-Prefetto con un mandato speciale per il Centro di Alta Formazione Laudato si' — che cura il Borgo Laudato si' di Castel Gandolfo, dove lo stesso giorno il Papa celebra la Messa per la Custodia della Creazione — e Mons. Jozef Barlaš, nuovo Segretario del Dicastero.
Il Bollettino della Sala Stampa pubblica la rinuncia all'incarico di Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Toluca (Messico), presentata da Mons. Maximino Martínez Miranda, Vescovo titolare di Lugura.
La Rete Mondiale di Preghiera del Papa diffonde il videomessaggio mensile "Il Video del Papa" con l'intenzione di preghiera di Papa Leone XIV per settembre 2026, dedicata alla cura dell'acqua: il Pontefice invita a una gestione giusta e sostenibile di questa risorsa vitale, perché tutti possano accedervi in modo equo, chiedendo di custodirla "con gratitudine, giustizia e responsabilità" e di non trasformarla in merce dimenticando che è un dono universale.
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Prega con il Papa: Per la cura dell'acqua | Settembre 2026
L'Arcidiocesi di Milano rende noto che Papa Leone XIV ha accolto «con la formula nunc pro tunc» la rinuncia presentata da Mons. Mario Delpini, che ha compiuto 75 anni il 29 luglio 2026 come previsto dal can. 401 §1, prorogando di un anno il suo incarico di Arcivescovo di Milano. Lo comunica una lettera del Nunzio Apostolico in Italia, Mons. Edgar Peña Parra: dopo il luglio 2027 la Nunziatura avvierà la consueta istruttoria per la provvista della sede ambrosiana, mentre Delpini resterà in carica fino all'annuncio del successore.
Prima Udienza generale dopo la pausa estiva di agosto: il Papa avvia il nuovo ciclo di catechesi sulla Costituzione pastorale «Gaudium et spes» del Concilio Vaticano II. Nello stesso giorno viene pubblicato il documento della Commissione Teologica Internazionale sulla cura della Casa comune.
🕊️ Ad Assisi per il 40° anniversario dello Spirito di Assisi
Incontro interreligioso promosso dalla Comunità di Sant'Egidio per i quarant'anni della Giornata Mondiale di Preghiera per la Pace voluta da Giovanni Paolo II nel 1986.