Domenica 20 Settembre 2026 — Angelus domenicale · Chiusura del convegno diocesano di Acerra sulla Terra dei Fuochi
12:00
Piazza San Pietro, Città del Vaticano
🙏 Angelus
Angelus domenicale
📍 Piazza San Pietro, Città del Vaticano
A mezzogiorno Papa Leone XIV si affaccia dalla finestra dello Studio del Palazzo Apostolico per la recita dell'Angelus con i fedeli e i pellegrini radunati in Piazza San Pietro. Commentando la parabola evangelica degli operai chiamati a lavorare nella vigna (Mt 20,1-16), il Papa sottolinea che il padrone paga tutti allo stesso modo, «incominciando dagli ultimi fino ai primi», perché la rivelazione della bontà di Dio è per tutti e non solo per qualcuno: «guadagniamo gioia, intelligenza e futuro quando la legge dell'amore interrompe quella del calcolo». Non c'è spazio per l'invidia e la divisione, spiega, là dove irrompe la novità di Dio. Al termine della preghiera mariana, il Pontefice rivolge un accorato appello per la grave crisi umanitaria in Somalia, dove violenza e fenomeni climatici estremi aggravano le condizioni di vita della popolazione, in particolare di donne e bambini, auspicando «un generoso coinvolgimento della comunità internazionale». Seguono i saluti alla diocesi di Toruń (Polonia), alle famiglie della diocesi slovacca di Spiš, ai Padri Gesuiti che iniziano gli studi a Roma, alla parrocchia romana della Sacra Famiglia di Nazareth e la benedizione alla popolazione di Pescantina, presso Verona, riunita per ricordare gli internati della Seconda Guerra Mondiale.
Cari fratelli e sorelle, buona domenica! Nella liturgia di oggi, il Signore, per bocca del profeta Isaia, ci dona un grande motivo di speranza, dicendoci che i suoi pensieri non sono i nostri pensieri e le sue vie non sono le nostre vie (cfr Is 55,8). Sì, i disegni di Dio sono infinitamente più grandi e, diciamo pure, più "umani" rispetto a quelli che noi uomini e donne, segnati dal peccato, possiamo concepire e realizzare...
Cari fratelli e sorelle, buona domenica!
Nella liturgia di oggi, il Signore, per bocca del profeta Isaia, ci dona un grande motivo di speranza, dicendoci che i suoi pensieri non sono i nostri pensieri e le sue vie non sono le nostre vie (cfr Is 55,8). Sì, i disegni di Dio sono infinitamente più grandi e, diciamo pure, più "umani" rispetto a quelli che noi uomini e donne, segnati dal peccato, possiamo concepire e realizzare. Perciò, ecco l'appello quanto mai attuale del profeta: abbandonare le nostre vie distorte e ritornare al Signore, che è misericordia e perdono (vv. 6-7).
Nel Vangelo, le parabole di Gesù descrivono la novità di ciò che Dio ha in serbo per noi, ma in genere manifestano anche la resistenza che siamo pronti a opporre a una giustizia più generosa e a un amore più grande. Oggi, in particolare, ascoltiamo il racconto degli operai chiamati a lavorare nella vigna (cfr Mt 20,1-16), chi per una giornata intera, chi soltanto per qualche ora, chi già quasi al tramonto. Ma il centro della parabola è nel momento della retribuzione, quando il padrone mantiene la parola con i lavoratori della prima ora e li paga come d'accordo, ma vuole che vedano la sua bontà e, davanti ai loro occhi, tratta gli ultimi allo stesso modo.
Un dettaglio, infatti, non deve sfuggirci. Il padrone indica al fattore un preciso ordine da seguire: gli operai andranno pagati «incominciando dagli ultimi fino ai primi» (Mt 20,8). La reazione negativa di chi aveva lavorato tutto il giorno si sarebbe, dunque, potuta evitare facilmente, invece è voluta, perché la rivelazione della bontà di Dio è per tutti, non solo per qualcuno. Dio ha vie diverse e pensieri nuovi anche per coloro che si ritengono i primi e ritengono di essersi guadagnati ciò che sono, di aver meritato i risultati che hanno raggiunto. Tutti, invece, guadagniamo gioia, intelligenza e futuro quando la legge dell'amore interrompe quella del calcolo, l'esperienza della misericordia allarga quella del merito, il dono della pace sospende le rivalità e avvicina nella gratitudine.
Fratelli e sorelle, è una grazia essere collaboratori di Dio, lavorare nella sua vigna, servire il suo Regno di giustizia e di pace! Non c'è spazio per l'invidia e la divisione là dove irrompe la novità di Dio. Cerchiamo, dunque, il Signore, mentre si fa trovare, invochiamolo, mentre è vicino; abbandoniamo la vie distorte e i pensieri iniqui (cfr Is 55,6-7)!
Guardiamo alla nostra Madre Santissima: è creatura come noi, ma è senza macchia, perciò ci aiuta a sperare in Dio e ad affidarci alla sua misericordia, così che le sue vie diventino le nostre vie e i suoi pensieri diventino i nostri pensieri.
Dopo l'Angelus
Cari fratelli e sorelle,
Seguo con grande preoccupazione la crisi umanitaria in atto in alcune zone della Somalia, dove episodi di violenza e fenomeni climatici estremi stanno aggravando le già precarie condizioni di vita della popolazione, in particolare di donne e bambini. Auspico un generoso coinvolgimento della comunità internazionale, affinché non manchi a questi nostri fratelli e sorelle l'assistenza necessaria.
Ed ora rivolgo il mio saluto a tutti voi, romani e pellegrini!
Do il benvenuto al Vescovo e ai fedeli della diocesi di Toruń, in Polonia, che visitano in Italia i luoghi dei miracoli eucaristici; come pure alle famiglie provenienti dalla diocesi di Spiš, in Slovacchia.
Saluto i Padri Gesuiti che iniziano il loro nuovo percorso di studi a Roma; e il gruppo della Parrocchia romana della Sacra Famiglia di Nazareth, con la Polisportiva Centocelle e l'Oratorio "San Giuseppe Manyanet".
Invio la mia benedizione alla popolazione di Pescantina, presso Verona, che oggi si stringe intorno al Monumento agli Ex Internati, per ricordare quanti sono stati deportati e prigionieri durante la II Guerra Mondiale. Lo faccio per sottolineare che non bisogna dimenticare, ma imparare dalla storia per non ricadere negli errori del passato.
Carissimi, vi ringrazio di essere venuti. Buona domenica a tutti!
Si conclude la tre giorni ecclesiale promossa dalla Diocesi di Acerra per valorizzare l'eredità della visita pastorale di Papa Leone XIV nella "Terra dei Fuochi" (23 maggio 2026). Al Teatro Italia il Vescovo Mons. Antonio Di Donna presenta le conclusioni dei lavori dei giorni precedenti, cui segue lo spettacolo musicale "Forza venite gente" del gruppo diocesano "Sei Tu", proposto in occasione dell'800° anniversario della morte di San Francesco d'Assisi. Il Papa non è presente all'iniziativa.
🏅 Meeting Point: presentazione del Premio Ratzinger 2026
Nella Sala Stampa della Santa Sede, presentazione del Premio Ratzinger 2026 e delle iniziative per il centenario della nascita di Papa Benedetto XVI, con il Prof. Roberto Regoli e il Prof. Pierluca Azzaro.
🎙️ Udienza Generale · Pellegrinaggio della diocesi di Rimini
Alle 10.00 in Piazza San Pietro, Udienza Generale del mercoledì con la partecipazione di circa 400 pellegrini della diocesi di Rimini, in visita di ringraziamento dopo la tappa del Papa in città il 22 agosto.
Dal 25 al 28 settembre il Papa visita Parigi (Eliseo, UNESCO, Vespri a Notre-Dame), la veglia con i giovani a Saint-Denis, Lourdes e Metz (incontro interreligioso e sulle radici d'Europa). Motto del viaggio: «Affinché il mondo abbia la vita».
Alle 17.00, presso la Grotta di Lourdes nei Giardini Vaticani, il Papa recita il Rosario con centinaia di bambini di scuole e parrocchie di Roma, per l'apertura della settimana mondiale dell'iniziativa "Un milione di bambini recita il Rosario", promossa da Aiuto alla Chiesa che Soffre.
🎓 Messa per l'inaugurazione dell'anno accademico delle Università Pontificie
Alle 17.30, nella Basilica di San Pietro, il Papa presiede la Santa Messa per l'apertura dell'anno accademico delle Università e Istituzioni pontificie romane.
🌱 Consegna della "Pope Leo XIV Sustainability Medal" al Card. Czerny
Al Borgo Laudato si' di Castel Gandolfo, il Papa consegna al Cardinale Michael Czerny la prima medaglia per la sostenibilità a lui intitolata, istituita dalla Villanova University.
🕊️ Ad Assisi per il 40° anniversario dello Spirito di Assisi
Incontro interreligioso promosso dalla Comunità di Sant'Egidio per i quarant'anni della Giornata Mondiale di Preghiera per la Pace voluta da Giovanni Paolo II nel 1986.