Domenica 27 Settembre 2026 — Pellegrinaggio al Santuario di Lourdes
11:00
Lourdes, Francia
🕯️ Pellegrinaggio a Lourdes
Santa Messa e Angelus nella Prairie del Santuario
📍 Lourdes, Francia
Quarta giornata del viaggio apostolico in Francia: dopo l'incontro mattutino con i vescovi francesi, Papa Leone XIV presiede alle 11.00 la Santa Messa nella grande Prairie del Santuario di Nostra Signora di Lourdes, aperta a tutti i pellegrini, seguita dalla recita dell'Angelus. Sono presenti circa 150.000 fedeli, con circa 7.000 malati iscritti. Nell'omelia il Papa afferma che «nessuna fragilità viene respinta» alla Grotta di Massabielle, che si erge come «un santuario della speranza cristiana» di fronte alle «correnti attuali che cercano di ridefinire il valore della vita umana di fronte alla malattia, alla sofferenza o alla vecchiaia». All'Angelus lancia un appello a pregare il Rosario in tutto il mese di ottobre per la pace tra i popoli in conflitto.
Santa Messa nella Prairie del Santuario di Lourdes
Fratelli e sorelle, pellegrini provenienti dalla Francia e da tutto il mondo, guardandovi questa mattina, riuniti nella casa della nostra Madre, vedo il volto universale della Chiesa. Alcuni di voi hanno attraversato continenti, superato fatiche, portato le vostre gioie e i vostri fardelli fino a questa Grotta santa. Che gioia essere insieme, un solo cuore, un'unica famiglia!…
Fratelli e sorelle, pellegrini provenienti dalla Francia e da tutto il mondo, guardandovi questa mattina, riuniti nella casa della nostra Madre, vedo il volto universale della Chiesa. Alcuni di voi hanno attraversato continenti, superato fatiche, portato le vostre gioie e i vostri fardelli fino a questa Grotta santa. Che gioia essere insieme, un solo cuore, un'unica famiglia!
Desidero rivolgere un saluto particolare ai pellegrini giunti da tutte le province e Diocesi della Francia. Oggi calpestate il suolo di questa terra benedetta che ha ricevuto tante grazie. Possa questo pellegrinaggio ravvivare la fiamma della fede nelle vostre case e nelle vostre parrocchie. Portate il conforto di Lourdes ai vostri vicini, ai vostri cari e a tutto il popolo francese.
I testi che la Liturgia ci propone in questa domenica toccano un aspetto centrale del messaggio che la Vergine Maria è venuta a confidare a Santa Bernadette: un invito alla conversione, al tempo stesso tenero e pressante. Nel Vangelo, Gesù rivolge uno sguardo di verità e di profonda tristezza ai cuori chiusi: "non vi siete nemmeno pentiti". Perché questa ferita nel cuore di Cristo? Perché Dio non vuole la perdizione dei suoi figli. Il profeta Ezechiele ce lo ricorda: "Se il giusto si allontana dalla giustizia e commette il male e a causa di questo muore, egli muore appunto per il male che ha commesso", mentre se si converte, se "ha riflettuto, si è allontanato da tutte le colpe commesse: egli certo vivrà e non morirà". Ecco perché gli appelli alla penitenza risuonano nelle Sacre Scritture e attraversano tutta la predicazione del Vangelo nel corso dei secoli. Essi assumono un'importanza salutare per manifestarne l'urgenza e la necessità: è oggi – non domani – che bisogna convertirsi; è oggi il momento favorevole, il giorno della salvezza. Sì, Dio desidera che l'uomo viva, che apra gli occhi e torni a Lui. Convertirsi significa abbandonare le vie dell'errore per abbracciare la Via della Vita, aprendo così il nostro cuore all'unica Gioia che non passa.
Gesù stesso non usa mezzi termini quando esorta alla penitenza, come ci riferisce, ad esempio, San Luca: "Se non vi convertite, perirete tutti". Ma Egli allarga l'orizzonte della vita terrena a quello della vita eterna. Mentre la felicità quaggiù è una realtà effimera, relativa, a volte purtroppo inaccessibile per alcuni, la vera felicità è promessa a tutti, nella speranza, e dovrebbe essere l'oggetto principale della nostra ricerca, dei nostri sforzi e delle nostre scelte. La Vergine Maria non disse forse a Santa Bernadette: "Non ti prometto di essere felice in questo mondo, ma nell'altro"?
Questa promessa, proclamata proprio qui, risuona con particolare forza in questa terra di Francia e scuote le nostre mentalità contemporanee. In questo momento storico, all'interno di una società alla ricerca del progresso e del benessere materiale, ma talvolta tentata di dimenticare l'orizzonte dell'eternità, Maria viene a ricordarci la grandezza e la portata della nostra vocazione alla vita, alla vita eterna. Davanti alle correnti attuali che cercano di ridefinire il valore della vita umana di fronte alla malattia, alla sofferenza o alla vecchiaia, la Grotta di Massabielle si erge come un santuario della speranza cristiana. Qui, nessuna fragilità viene respinta. Le vostre stampelle, le vostre sedie a rotelle, le vostre lacrime nascoste non sono ostacoli: sono il luogo per eccellenza in cui siete pienamente rispettati, accolti e trasfigurati dall'amore infinito di Dio. Lourdes è il luogo benedetto di una professione di fede nella bellezza e nella sacralità della vita, poiché qui essa è accolta come un dono prezioso di Dio, chiamato a fiorire per l'eternità nell'amore del Padre.
"Te lo prometto"! Sì, la vita eterna è una promessa solida e certa che il Signore ci fa. Ce l'ha già ottenuta con la sua morte sulla croce e la sua risurrezione, e la realizza ogni giorno in noi attraverso la grazia del battesimo. È alla nostra portata, ma spetta a noi accoglierla liberamente, afferrarla, non ostacolarla; ma l'ostacolo alla grazia e alla vita eterna, l'unico ostacolo a questo amore, è il peccato, il ripiegamento su sé stessi, quel rifiuto di Dio che ci rinchiude nelle nostre stesse tenebre! È quindi in gioco la nostra responsabilità personale, ed è grande. Dio ci ha voluti liberi, perché la libertà è una condizione dell'amore; non si può amare per costrizione. Questa libertà che ci è donata, dobbiamo impegnarla in un "sì" a Cristo e, con l'aiuto della sua grazia, sulle orme di Maria; un "sì" incessantemente rinnovato, fino al nostro ultimo respiro: "adesso e nell'ora della nostra morte…", diciamo nell'Ave Maria.
Ritroviamo l'insistente appello alla conversione nelle parole che Maria pronunciò proprio qui: "Penitenza! Penitenza! Penitenza!". Ripete la parola tre volte… E invita Bernadette a compiere alcuni gesti. Perché mai? Siamo forse lenti a capire? Ci riteniamo troppo facilmente senza peccato? Non la pratichiamo abbastanza? La Vergine ci chiede di fare penitenza, non solo per noi stessi, che ne abbiamo bisogno, ma anche "per i peccatori", per un mondo che va male. Come potrebbero i nostri cuori non sentirsi interpellati di fronte ai conflitti sempre più diffusi, che distruggono tante vite innocenti? Eppure il male che affligge la nostra epoca proviene dal cuore dell'uomo, Dio non ne è responsabile: "Non è la mia condotta che non è retta – dice ai figli d'Israele –, ma la vostra". Sono quindi i cuori degli uomini che bisogna cambiare, a cominciare dal nostro.
La penitenza è un'opera suscitata dall'amore nella solidarietà con il genere umano: amore per Dio, di cui si vuole riparare la ferita del Cuore causata dai nostri peccati; amore per tutti i nostri fratelli che non ascoltano questa chiamata alla conversione e che le loro colpe trascinano verso la morte. Questa esigenza di conversione coinvolge la Chiesa stessa nel suo pellegrinaggio terreno. Essa deve avere il coraggio di vivere questa conversione in primo luogo. Per guarire dalle ferite profonde, dalle infedeltà e dai dolorosi smarrimenti commessi al suo interno, dobbiamo porci umilmente sotto lo sguardo purificatore del Signore. Riconoscere i nostri errori è indispensabile per la crescita spirituale, come scriveva sant'Agostino: "Ti dispiaccia sempre ciò che sei, se vuoi guadagnare ciò che non sei".
Il richiamo della nostra Madre al dovere della preghiera e della conversione ci riempie di grande speranza, poiché ci indica il modo per cambiare il corso delle cose, che non è altro che quello di unirci alla passione di Cristo. Cari malati che conoscete la sofferenza, così numerosi a Lourdes, avete la possibilità di vivere le vostre pene e i vostri dolori in questo spirito di offerta per entrare in quel cammino redentore di cui il mondo ha tanto bisogno. In questo senso siete davvero nel cuore della Chiesa, e il vostro ruolo è insostituibile.
Pellegrini, fratelli e sorelle, non ripartirete da Lourdes come siete arrivati: ripartirete come missionari della speranza. È il miracolo di questo luogo: suscitare la gioia della speranza proprio nel cuore della prova e del dolore. La Vergine Maria risana i nostri sguardi e trasfigura i nostri cuori donando loro la pace. Siate, nei vostri paesi, nelle vostre Diocesi e nelle vostre famiglie, testimoni attivi di questa forza e di questa tenerezza divine, che ci permettono di proseguire il cammino e di raggiungere la meta. Sostenuti dalla preghiera dei malati e dall'amore della nostra Madre, camminate con fiducia verso il futuro. Non temete le tempeste del mondo: la Santa Madre di Dio veglia sul vostro cammino, avvolge la Chiesa nel suo manto di tenerezza e, come radiosa Stella del mattino, guida i vostri passi per farvi nascere, nella gioia, alla vita stessa del suo Figlio Gesù.
Cari fratelli e sorelle, saluto con affetto tutti voi che avete partecipato a questa celebrazione eucaristica. Grazie della vostra presenza! Ed estendo il mio saluto a quanti, specialmente malati, si sono uniti a noi attraverso i media…
Cari fratelli e sorelle, saluto con affetto tutti voi che avete partecipato a questa celebrazione eucaristica. Grazie della vostra presenza! Ed estendo il mio saluto a quanti, specialmente malati, si sono uniti a noi attraverso i media.
Recitiamo ora la preghiera dell'Angelus, preghiera semplice e stupenda, che ci aiuta a vivere ogni giorno in adesione alla volontà di Dio, sul modello della Vergine Maria.
Prima di farlo vorrei rivolgere un appello che sento forte nell'animo trovandomi in questo luogo. Qui l'Immacolata si è mostrata a Santa Bernadette con la corona del Rosario e ha come guidato la sua preghiera. Per questo oggi invito tutti i fedeli e tutte le comunità cristiane a pregare il santo Rosario, durante il prossimo mese di ottobre, con la particolare intenzione che cessino le guerre e si faccia pace tra i popoli in conflitto. Accompagniamo la preghiera con atti concreti di penitenza e di misericordia e con l'impegno di favorire sempre il dialogo e la riconciliazione.
Il Papa incontra in forma privata i Vescovi della Conferenza Episcopale francese, riuniti a Lourdes per l'occasione, con un discorso sulla vita e la missione della Chiesa in Francia. Nel suo intervento il Pontefice richiama la piaga degli abusi sessuali commessi da membri del clero, definendola «una piaga dolorosa», e invita i Vescovi a mantenere «la massima vigilanza» attraverso l'ascolto delle vittime, la ricerca della verità, la giustizia e la prevenzione.
Nel pomeriggio Papa Leone XIV incontra i malati, i volontari e gli operatori dell'Accueil Notre-Dame, la struttura di accoglienza dei pellegrini ammalati del Santuario di Lourdes, attiva da oltre 150 anni. Nel discorso afferma che la dignità della persona umana «non si misura e non si discute» e che «la tentazione di togliere la vita con il pretesto di una falsa compassione deve essere fermamente respinta», ribadendo che «la medicina non potrà mai farsi serva della morte programmata». Ai malati dice: «non siete un peso, siete il cuore pulsante della nostra umanità e un tesoro prezioso per la Chiesa». Al termine dona all'Accueil una riproduzione in ceramica invetriata dell'Annunciazione di Andrea della Robbia (1475), quindi sale al quinto piano della struttura per salutare altri malati prima di recarsi a piedi al Carmelo.
🎥 Video
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Visita all'Accueil Notre-Dame di Lourdes
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Momenti salienti della visita all'Accueil Notre-Dame
📷 Foto
Il discorso del Papa all'Accueil Notre-Dame di Lourdes
Il Papa saluta i malati e i volontari dell'Accueil
Un momento dell'incontro con i pellegrini malati
Il dono del Papa all'Accueil Notre-Dame: la ceramica dell'Annunciazione
Incontro con malati e operatori sanitari all'Accueil Notre-Dame
Cari fratelli e sorelle, Cari amici malati, è una gioia grande per me trascorrere questo momento con voi, qui, a Lourdes, dove, da oltre centocinquant'anni, pellegrini di tutto il mondo vengono ad affidare a Gesù, per mezzo di Maria, le loro sofferenze, siano esse fisiche, psicologiche o spirituali…
Cari fratelli e sorelle, Cari amici malati,
È una gioia grande per me trascorrere questo momento con voi, qui, a Lourdes, dove, da oltre centocinquant'anni, pellegrini di tutto il mondo vengono ad affidare a Gesù, per mezzo di Maria, le loro sofferenze, siano esse fisiche, psicologiche o spirituali. Qui la fragilità non viene nascosta, ma diventa luogo di un incontro sacro.
Quest'anno, il tema pastorale del Santuario riprende il saluto dell'angelo Gabriele a Maria: «Rallegrati, piena di grazia: il Signore è con te» (Lc 1,28). Mette in luce questo meraviglioso scambio tra due sguardi, quello del messaggero del Signore e quello di Maria. In tale faccia a faccia, l'umiltà e la generosità di una giovane fanciulla permettono a Dio di compiere la sua opera di salvezza. Maria non ha tenuto il Signore per sé, ma lo ha offerto al mondo, dicendo a ciascuno di noi: «Il Signore è con te». Questa verità è il fondamento della nostra dignità di persone. E qui Maria guarda ciascuno di noi come una persona unica, come testimonia santa Bernadette durante le apparizioni nella grotta. Questo sguardo materno ci ribadisce che nessuno è invisibile agli occhi di Dio.
In un'epoca in cui alcune società tendono a distogliere lo sguardo o a chiudere gli occhi di fronte alla dignità della vita umana, «urge anzitutto coltivare, in noi e negli altri, uno sguardo contemplativo […]. È lo sguardo di chi vede la vita nella sua profondità, cogliendone le dimensioni di gratuità, di bellezza, di provocazione alla libertà e alla responsabilità. È lo sguardo di chi non pretende d'impossessarsi della realtà, ma la accoglie come un dono, scoprendo in ogni cosa il riflesso del Creatore e in ogni persona la sua immagine vivente (cfr Gen 1,27; Sal 8,6). Questo sguardo […] si apre a ritrovare nel volto di ogni persona un appello al confronto, al dialogo, alla solidarietà» (S. Giovanni Paolo II, Lett. enc. Evangelium vitae, 83), affinché il mondo abbia la vita.
Nel dialogo dell'Annunciazione, mentre il Signore posa su di Lei il suo sguardo, Maria scopre di essere la prescelta di Dio. Ma, al centro di questo incontro, è ciascuno di noi a scoprire di essere personalmente chiamato e profondamente destinato all'amore di Dio, che è fonte di vita. La persona umana è infatti "degna" per il semplice fatto di esistere e di avere come fine l'eternità. La sua dignità non si misura e non si discute.
So che per alcuni di voi, a causa di particolari patologie e di dolori talvolta terribili, l'orizzonte può apparire cupo, incerto, senza via d'uscita. Ma nessuna legge umana deve farvi perdere la certezza della vostra dignità. Al contrario, è proprio in nome di questa dignità inalienabile della persona umana che la tentazione di togliere la vita con il pretesto di una falsa compassione deve essere fermamente respinta. È impossibile considerare normale togliere la vita. Ciò che è legale non è necessariamente morale.
Qui a Lourdes, città dei malati e della speranza, invito tutta la comunità degli operatori sanitari a ricordare il significato profondo della propria vocazione: prendersi cura di una persona che soffre, e non eliminarla. Sì, cari amici, siate servitori appassionati della vita! Nessuno ha il diritto, mai, «sulla base di algoritmi di laboratorio, di decidere della vita di un determinato embrione o di una determinata persona anziana! La medicina non potrà mai farsi serva della morte programmata!» (Discorso ai membri della Fondation Jérôme Lejeune, 22 giugno 2026). In questo senso, vi invito, da un lato, a sviluppare senza sosta le strutture di cura palliativa e di ricerca; dall'altro ad accompagnare con tenerezza i malati, come avviene qui a Lourdes, dove medici, infermieri, barellieri, cappellani, équipe pastorali dei malati e tanti altri ancora esercitano la loro vocazione al servizio della dignità della persona umana, affinché il mondo abbia la vita. Curando i corpi, voi curate anche le anime. A voi, cari membri delle associazioni di ospitalità, ma anche a voi operatori sanitari, che vi dedicate al servizio dei vostri fratelli e delle vostre sorelle, esprimo tutta la mia gratitudine. Cari fratelli e sorelle malati, ci tengo a dirvi: non siete un peso, siete il cuore pulsante della nostra umanità e un tesoro prezioso per la Chiesa. Accompagno con la preghiera le prove che state attraversando. Il mio pensiero va a tutti coloro che non possono essere qui e che, dalle loro case o dalle loro camere d'ospedale, sono uniti al nostro incontro. Vi affido tutti all'amore materno della Madre del Signore, chiedendole di procurarvi le consolazioni di suo Figlio Gesù. Che Dio vi benedica e vi protegga!
Dopo la visita all'Accueil Notre-Dame, il Pontefice raggiunge a piedi il Monastero del Carmelo di Lourdes per un incontro privato con le religiose di vita contemplativa.
Alle 18:00, a porte chiuse nel palazzo vescovile di Lourdes, Papa Leone XIV incontra privatamente sette vittime di violenza sessuale commessa da membri della Chiesa, secondo quanto reso noto dalla Conferenza episcopale francese. Non si tratta di rappresentanti di un collettivo, ma di persone incontrate singolarmente; cinque di loro hanno reso pubblica la propria identità, tra cui Bertrand Virieux, vittima dell'ex sacerdote Bernard Preynat, condannato nel 2020. Il gruppo si è riunito il 14 settembre per preparare l'incontro e ha diffuso una dichiarazione congiunta in cui precisa che «avviare un dialogo non significa dare il nostro appoggio». Alcune associazioni francesi di sostegno alle vittime hanno criticato la scelta di un formato solo individuale, senza rappresentanza collettiva. Nel discorso ai vescovi francesi del mattino, il Papa ha definito gli abusi «una piaga dolorosa» e ha detto che «riconoscere i nostri errori è indispensabile» per la conversione della Chiesa. Nei giorni precedenti la visita, nel Santuario sono stati inoltre coperti i mosaici realizzati dal sacerdote Marko Rupnik, accusato di abusi sessuali, sulla facciata della Basilica del Rosario.
La giornata si conclude con la recita del Santo Rosario e la tradizionale processione mariana con le fiaccole, uno dei momenti più suggestivi del pellegrinaggio a Lourdes.
🎥 Video
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Diretta del Rosario e della Processione aux Flambeaux a Lourdes
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2026-09-28
✈️ Santa Messa a Metz
Ultima tappa del viaggio apostolico in Francia, con la Messa nella Cattedrale di Saint-Étienne.