Venerdì 2 Ottobre 2026 — Udienza agli artisti · Conferenza stampa: incontro sul decennale di Amoris laetitia
12:40
Sala del Concistoro, Palazzo Apostolico Vaticano
🎨 Udienza
Udienza ad artisti e curatori dell'incontro «L'arte della possibilità: tessere insieme»
📍 Sala del Concistoro, Palazzo Apostolico Vaticano
Nella Sala del Concistoro del Palazzo Apostolico, Papa Leone XIV riceve una trentina di artisti e curatori — tra cui rappresentanti della Biennale Arte e della Biennale Architettura di Venezia, dell'iniziativa Reconciliation e dell'Osservatorio per la Chiesa e le Culture Visive Contemporanee — in occasione dell'incontro «L'arte della possibilità: tessere insieme», promosso dal Dicastero per la Cultura e l'Educazione. Il Papa ringrazia per la collaborazione alla Santa Sede, in particolare per il Padiglione vaticano alla Biennale di Venezia, ricordando quello allestito nel carcere femminile della Giudecca e visitato da Papa Francesco. Richiamando Sant'Agostino e il motto di quest'anno «The Ear is the Eye of the Soul», definisce l'arte autentica come animata dall'inquietudine del cuore umano in cerca della verità, e un «fondamentale luogo di ascolto» per la Chiesa sulle aspirazioni e le ferite dell'umanità. Nell'epoca dei motori di ricerca e dell'intelligenza artificiale, afferma che il grande pericolo non è più solo la censura ma «l'appiattimento», e che esiste una «differenza ontologica» tra l'arte e ciò che le macchine generano per calcolo statistico, perché «agli algoritmi manca la scintilla dell'umano». Citando San Paolo VI («Noi abbiamo bisogno di voi»), rinnova l'invito a un'alleanza tra la Chiesa, gli artisti e le istituzioni culturali «per custodire l'umano».
Udienza ad artisti e curatori — «L'arte della possibilità: tessere insieme»
Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. La pace sia con voi. Buongiorno a tutti e benvenuti! Eminenza, Eccellenze, cari fratelli e sorelle, la prima parola che desidero dirvi è «grazie». Grazie per la collaborazione che negli ultimi anni avete dato alla Santa Sede, in particolare per l'allestimento del Padiglione della Biennale di Venezia e per i progetti di arte contemporanea
Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.
La pace sia con voi.
Buongiorno a tutti e benvenuti!
Eminenza, Eccellenze, cari fratelli e sorelle,
La prima parola che desidero dirvi è "grazie". Grazie per la collaborazione che negli ultimi anni avete dato alla Santa Sede, in particolare per l'allestimento del Padiglione della Biennale di Venezia e per i progetti di arte contemporanea promossi dal Dicastero per la Cultura e l'Educazione. Grazie per la fiducia con cui avete accettato di camminare accanto alla Chiesa, anche per vie nuove.
Penso, ad esempio, al Padiglione allestito nella Casa di reclusione femminile dell'isola della Giudecca, visitato da Papa Francesco. Chi lo ha attraversato sa che non si trattava di portare l'arte in carcere, ma di lasciare che il carcere, con la sua verità spesso rimossa, insegnasse qualcosa all'arte e a tutti noi. Perché «la persona umana è "degna" per il semplice fatto di esistere e di avere come fine l'eternità» (Incontro presso l'Accueil Notre-Dame, Lourdes, 27 settembre 2026), ed è sempre più grande della sua fragilità o dei suoi errori.
Mi ha colpito anche il motto, ispirato a Santa Ildegarda di Bingen, del Padiglione veneziano di quest'anno: «The Ear is the Eye of the Soul». In effetti, l'arte, come un'antenna, intercetta le grandi domande del cuore umano – a volte simili a un grido, più spesso a un sussurro – e le rende udibili, visibili, condivisibili.
Sant'Agostino ci ha lasciato una testimonianza immortale dell'inquietudine del cuore umano in cerca della verità. L'arte, quando è autentica, è animata da questa inquietudine. Perciò la Chiesa non ha mai considerato l'arte un accessorio. Per la Chiesa l'arte è un fondamentale luogo di ascolto, dove lasciarsi istruire sulle aspirazioni e sulle ferite dell'umanità, sulla sua sete di bellezza, di giustizia e di pace, sulla sua ricerca di senso.
Viviamo nell'epoca dei motori di ricerca, che in un secondo ci offrono migliaia di risposte. Ma essi, per quanto potenti, restituiscono ciò che già esiste, e tendono a darci ciò che già vogliamo. Nell'età della tecnica e del consumo il grande pericolo non è più soltanto la censura, ma l'appiattimento; non solo il silenzio imposto, ma il rumore che rende impossibile ascoltare. L'arte è un altro genere di "motore di ricerca". Non procede per indicizzazione, ma per interrogazione. La sua domanda è un'attenzione tesa, che non si accontenta della mera somma dei fatti, perché non smette di scavare più in profondità, cercando la trama che li unisce. La vostra arte, quando resiste all'appiattimento, quando rallenta lo sguardo, quando costringe a sostare davanti a ciò che non si lascia consumare, è una forma di rigenerazione culturale e spirituale.
Papa San Paolo VI pronunciò parole che restano, per il rapporto della Chiesa con gli artisti, una pietra miliare: «Noi abbiamo bisogno di voi – disse –. Il nostro ministero ha bisogno della vostra collaborazione. Perché, come sapete, il nostro ministero è quello di predicare e di rendere accessibile e comprensibile, anzi commovente, il mondo dello spirito, dell'invisibile, dell'ineffabile, di Dio. E in questa operazione, che travasa il mondo invisibile in formule accessibili, intelligibili, voi siete maestri» (Omelia nella Messa con gli artisti, 7 maggio 1964).
Anch'io oggi vi dico: la Chiesa ha bisogno di voi. In modo particolare in quest'era dell'intelligenza artificiale, nel quale diventa urgente distinguere l'arte umana da ciò che viene prodotto dalle macchine. C'è una differenza ontologica, prima ancora che estetica, tra l'arte e ciò che una macchina può generare per calcolo statistico a partire da milioni di immagini altrui. Agli algoritmi manca la scintilla dell'umano. «La cultura e l'arte, quando sono autentiche, custodiscono questa scintilla» (Enc. Magnifica humanitas, 122).
Per tutto questo la Chiesa desidera rinnovare con gli artisti e con le istituzioni culturali un'alleanza: un'alleanza per custodire l'umano. Come ho avuto occasione di dire nella mia recente visita all'UNESCO: «Promuovere l'educazione, le scienze e la cultura è impossibile senza promuovere la vita dell'uomo e della donna, che ne sono protagonisti» (Discorso all'UNESCO, Parigi, 25 settembre 2026).
Cari artisti, cari curatori, sappiate che la Chiesa vi guarda con stima, con gratitudine e con speranza, che ha bisogno di voi, e che desidera camminare con voi, perché insieme possiamo custodire la magnifica umanità che ci è stata affidata.
Che Dio benedica tutti voi e il vostro lavoro! Grazie.
Il venerdì Papa Leone XIV non ha in programma udienze pubbliche né celebrazioni liturgiche: il calendario delle celebrazioni presiedute dal Santo Padre non prevede appuntamenti per la giornata, e il Pontefice prosegue l'ordinaria attività di governo della Chiesa negli uffici della Curia Romana. L'appuntamento pubblico della giornata è affidato alla Sala Stampa della Santa Sede, dove alle 11.30 si tiene la conferenza stampa di presentazione dell'incontro «A dieci anni da Amoris laetitia: annunciare il Vangelo con le famiglie oggi». L'iniziativa, promossa da Papa Leone XIV con i Capi delle Chiese Orientali e i Presidenti delle Conferenze Episcopali, si svolgerà nell'Aula Paolo VI dal 7 al 14 ottobre 2026, con la partecipazione di alcune famiglie provenienti da diverse parti del mondo, e si concluderà il 14 ottobre con la Santa Messa presieduta dal Papa in Piazza San Pietro alle ore 10.00. La conferenza stampa illustra il programma dei lavori, gli obiettivi dell'incontro nel decimo anniversario dell'Esortazione apostolica postsinodale «Amoris laetitia» di Papa Francesco, e le modalità di partecipazione per i giornalisti, in presenza o da remoto previo accreditamento online. Intervengono la prof.ssa Gabriella Gambino, Sottosegretaria del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita e coordinatrice delle famiglie partecipanti, la prof.ssa Orietta Rachele Grazioli, docente al Pontificio Istituto Teologico Giovanni Paolo II e vice-coordinatrice degli esperti, e il rev.do padre Giacomo Costa S.I., consultore della Segreteria Generale del Sinodo, responsabile della metodologia dell'incontro.
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Conferenza stampa di presentazione dell'incontro sul decennale di Amoris laetitia, 2 ottobre 2026 (Vatican News)
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