Oggi — Congresso sulla pastorale scolastica e universitaria · Udienza all'American Jewish Committee · Videomessaggio per le iscrizioni alla GMG di Seul 2027
🎓 Udienza
Udienza ai partecipanti al Congresso internazionale sulla pastorale scolastica e universitaria
📍 Aula Paolo VI, Città del Vaticano
Nella mattina, memoria liturgica di san Giovanni Paolo II, il Papa ha ricevuto in Aula Paolo VI circa un migliaio tra organizzatori e partecipanti al Congresso internazionale sulla pastorale scolastica e universitaria "Disegnare nuove mappe di speranza", promosso dal Dicastero per la Cultura e l'Educazione guidato dal cardinale José Tolentino de Mendonça (22-23 ottobre). Nel discorso Leone XIV ha chiesto che scuole e università cattoliche siano anzitutto "casa", un luogo "dove si è attesi", davanti al "disagio esistenziale" di tanti studenti: "famiglie ferite, solitudini digitali", la paura di sbagliare in una "cultura della prestazione" e di una "meritocrazia male intesa". "Il coraggio nasce da un patto di fiducia", ha detto, invitando a concentrarsi sull'"educazione del cuore": "Sotto la corazza, che tanti adolescenti si costruiscono per non soffrire, si cela il desiderio di amare ed essere amati".
Discorso ai partecipanti al Congresso sulla pastorale scolastica e universitaria
Cominciamo con il segno della croce con il quale siamo stati tutti battezzati.
Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. La pace sia con voi.
Eminenza, Eccellenze, cari fratelli e sorelle,
con gioia vi saluto all’inizio di questo Congresso sulla pastorale scolastica e universitaria. Ringrazio il Prefetto del Dicastero per la Cultura…
Cominciamo con il segno della croce con il quale siamo stati tutti battezzati.
Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. La pace sia con voi.
Eminenza, Eccellenze, cari fratelli e sorelle,
con gioia vi saluto all’inizio di questo Congresso sulla pastorale scolastica e universitaria. Ringrazio il Prefetto del Dicastero per la Cultura e l’Educazione, i Segretari e gli Officiali, come pure coloro che avranno il compito di promuovere la riflessione e l’approfondimento; e accolgo con gioia tutti voi che siete venuti da tante parti del mondo. Mi congratulo con voi per il lavoro che svolgete nelle istituzioni educative e accademiche a favore dell’annuncio del Vangelo e della dignità della persona.
È fondamentale che la pastorale scolastica e universitaria sappia rispondere al desiderio che ognuno porta in sé e percorrere insieme un cammino, umano e cristiano. I destinatari del vostro ministero si distinguono per l’entusiasmo, la generosità, lo spirito di servizio così propri dei giovani. Eppure, quanti studenti vivono anche condizioni di disagio esistenziale! Famiglie ferite, solitudini digitali, sentimento di inadeguatezza o di timore davanti a un futuro che appare incerto. Molti attraversano i corridoi dei nostri istituti e delle nostre università e forse si sentono anonimi. Com’è importante che le scuole e le università cattoliche siano, prima di tutto, “casa”, un luogo familiare dove si è attesi. Il primo annuncio, spesso, passa attraverso uno stile di accoglienza: qualcuno che ti guarda negli occhi, che ricorda il tuo nome, che nota la tua assenza, che si rallegra del tuo ritorno.
In un ambiente accogliente, lo studente può manifestare il suo desiderio profondo di comprendere, di dare un senso alla realtà. Qui si tocca la vocazione propria delle scuole e delle università: la ricerca comune della verità. Vi incoraggio perciò a stimolare l’intelligenza dei giovani, a valorizzare le loro domande. La vostra passione – specialmente per quanti operate in istituti cattolici –, sia quella di far sperimentare ai giovani la bellezza dell’incontro con Cristo, la fecondità della sinergia tra fede e ragione, tra il sapere della fede e i diversi altri saperi.
La pastorale scolastica e universitaria è chiamata ad accompagnare la germinazione lenta del pensiero, a insegnare a discernere e cercare con perseveranza. I processi educativi «hanno bisogno di tempi di maturazione, di confronto con la realtà oltre le apparenze e di un cammino paziente». Dobbiamo «proteggere i nostri giovani […] da quella seduzione sottile che fa sembrare inutile il pensiero umano proprio quando è più necessario» (Lett. enc. Magnifica humanitas, n. 140).
Non pochi giovani, oggi, sono come paralizzati dalla paura di sbagliare, di non essere all’altezza, di essere malintesi, di non corrispondere alle aspettative. Viviamo in una cultura della prestazione che mette continuamente a confronto e classifica in modo a volte spietato. Una meritocrazia male intesa finisce per non rispettare le persone. Per questo molti finiscono per rinunciare prima ancora di provare.
Aiutate i giovani che incontrate ad essere protagonisti di un modo nuovo di abitare il mondo, costruttori di fraternità, di una società più giusta. Il coraggio nasce da un patto di fiducia: dall’esperienza di qualcuno che crede in te prima che tu creda in te stesso. Gesù non ha scelto i Dodici perché erano coraggiosi; li ha chiamati e, con la sua fiducia, li ha resi capaci. Ai nostri ragazzi dobbiamo poter ripetere le parole che i discepoli rivolsero al cieco Bartimeo: «Coraggio! Alzati, ti chiama!» (Mc 10,49).
Sotto la corazza, che tanti adolescenti si costruiscono per non soffrire, si cela il desiderio di amare ed essere amati. Una pastorale scolastica e universitaria sarà tanto più feconda quanto più si concentra sull’educazione del cuore. Educare il cuore alla compassione, alla gratitudine, alla capacità di lasciarsi toccare dal dolore degli altri; educarlo alla lode e al desiderio di Dio. Il servizio ai poveri, il volontariato, la cura del creato non sono attività accessorie, ma luoghi dove il cuore impara a dilatarsi. Non dimentichiamo: carità e preghiera sono inseparabili.
Cari fratelli e sorelle, falsi maestri e messaggi ingannevoli promettono di rispondere rapidamente alle domande dei giovani. Voi, invece, avete scelto di fare qualcosa di più grande: camminare con loro lungo la strada, finché scoprano i doni che Dio ha già deposto in loro. Come il Risorto con i discepoli di Emmaus, che si avvicina, cammina con loro, ascolta, spiega, fa ardere il loro cuore e, infine, si lascia riconoscere allo spezzare del pane (cfr Lc 24,13-35). Il suo Santo Spirito illumini e sostenga sempre il vostro servizio. Maria Santissima, Sede della Sapienza, vi accompagni, insieme con la mia benedizione. Grazie.
📍 Sala del Concistoro, Palazzo Apostolico Vaticano
Il Papa ha ricevuto una quarantina di membri dell'American Jewish Committee, nel giorno in cui la Chiesa ricorda san Giovanni Paolo II, i cui sforzi "hanno contribuito in modo così significativo a promuovere l'amicizia tra ebrei e cattolici". Nel saluto, pronunciato in inglese, Leone XIV ha ribadito quanto affermato all'udienza generale del 29 ottobre 2025 per i 60 anni di Nostra aetate: "la Chiesa non tollera l'antisemitismo e lo combatte, a motivo del Vangelo stesso". "Le divergenze di opinione, per quanto profonde, non devono mai dar luogo a pregiudizio e ostilità", ha aggiunto, invitando a un impegno comune per la dignità umana, i poveri, la libertà religiosa, la giustizia e la pace. Ha concluso con "Shalom!".
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Pope to American Jewish Committee: 'We reject together all forms of hatred' (Vatican News EN)
Saluto a una delegazione dell'American Jewish Committee
Distinti membri dell’American Jewish Committee,
è un piacere darvi il benvenuto in Vaticano in questo giorno in cui la Chiesa ricorda in modo particolare il mio amato predecessore, san Giovanni Paolo II, i cui sforzi hanno contribuito in modo così significativo a promuovere l’amicizia tra ebrei e cattolici. Rivolgendosi, nel 1995, al Consiglio di…
Distinti membri dell’American Jewish Committee,
è un piacere darvi il benvenuto in Vaticano in questo giorno in cui la Chiesa ricorda in modo particolare il mio amato predecessore, san Giovanni Paolo II, i cui sforzi hanno contribuito in modo così significativo a promuovere l’amicizia tra ebrei e cattolici. Rivolgendosi, nel 1995, al Consiglio di Amministrazione del vostro Comitato, osservò che «il dialogo tra Cristiani ed Ebrei [...] deve trovare eloquente espressione nella vita di entrambe le comunità» (6 febbraio 1995). Queste parole continuano a essere pertinenti ancora oggi, come dimostra l’impegno di lunga data della vostra organizzazione nel dialogo e nella cooperazione con la Chiesa cattolica. Pertanto, apprezzo questa opportunità per esprimere gratitudine a tutti coloro che continuano a costruire relazioni, fondate sulla sincerità e sul rispetto reciproco, tra le nostre rispettive comunità.
Radicata nella nostra comune eredità spirituale, questa amicizia ci chiama anche a difendere la dignità umana, a servire i poveri, a proteggere la libertà religiosa e a promuovere la giustizia e la pace. Essenziale per questo impegno è il rifiuto di ogni forma di odio religioso ed etnico e di discriminazione. A tale riguardo, in occasione del sessantesimo anniversario della Dichiarazione Nostra aetate del Concilio Vaticano II ho affermato che «la Chiesa non tollera l’antisemitismo e lo combatte, a motivo del Vangelo stesso» (Udienza generale, 29 ottobre 2025). Le diversità di opinione, per quanto profonde, non devono mai dare vita a pregiudizio e ostilità, che minano le fondamenta morali della nostra società.
In un mondo ferito dalla violenza e dalla diffidenza, questo impegno per la fratellanza è particolarmente urgente. Di fatto, «la testimonianza della nostra fraternità, che mi auguro potremo mostrare con gesti efficaci, contribuirà certamente a edificare un mondo più pacifico, come desiderano in cuor loro tutti gli uomini e le donne di buona volontà» (Discorso ai Rappresentanti di altre Chiese e Comunità Ecclesiali e di altre Religioni, 19 maggio 2025).
Con queste riflessioni, vi ringrazio nuovamente per la vostra visita. Vi assicuro delle mie preghiere. Shalom!
Nel giorno dell'apertura delle iscrizioni alla 41ª Giornata Mondiale della Gioventù, in programma a Seul (Corea del Sud) dal 3 all'8 agosto 2027, il Papa ha diffuso un videomessaggio in inglese invitando i giovani di tutto il mondo a "un pellegrinaggio di fede, amicizia e speranza". Richiamando il tema "Abbiate coraggio: Io ho vinto il mondo!" (Gv 16,33) e le parole di san Giovanni Paolo II, ideatore delle GMG, nel giorno della sua memoria liturgica ("Non abbiate paura! Spalancate le porte a Cristo!"), ha esortato a portare a Seul "sogni, desideri e speranze, ma anche le vostre ferite e fatiche". "Non vedo l'ora di incontrarvi a Seul!"
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Leone XIV invita i giovani ad iscriversi alla Gmg di Seoul 2027 (Vatican News IT)
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Pope Leo invites young people around the world to sign up for the next World Youth Day in Seoul (Vatican News EN)
📷 Foto
Leone XIV invita i giovani ad iscriversi alla Gmg di Seoul 2027 (Vatican News, YouTube)
Videomessaggio per l'apertura delle iscrizioni alla GMG di Seul 2027
Miei cari giovani amici,
oggi, con l’apertura delle iscrizioni alla Giornata Mondiale della Gioventù del prossimo anno, invito calorosamente ciascuno di voi a Seul. Non è semplicemente un invito a visitare una nuova città: è una chiamata a partire per un pellegrinaggio di fede, amicizia e speranza.
Un pellegrinaggio vi offre l’opportunità non…
Miei cari giovani amici,
oggi, con l’apertura delle iscrizioni alla Giornata Mondiale della Gioventù del prossimo anno, invito calorosamente ciascuno di voi a Seul. Non è semplicemente un invito a visitare una nuova città: è una chiamata a partire per un pellegrinaggio di fede, amicizia e speranza.
Un pellegrinaggio vi offre l’opportunità non solo di scoprire luoghi cristiani in un altro Paese, ma anche di trovare il tempo e lo spazio per incontrare Dio più profondamente, sia personalmente sia nella vita dinamica della Chiesa.
A Seul incontrerete giovani da ogni parte del mondo, espressione di una bella e ricca varietà di lingue e culture. Eppure, nonostante queste differenze, e anzi proprio grazie alla diversità che Dio vi ha donato, sperimenterete un senso ancora più grande di unità, perché siamo tutti membra dell’unico Corpo di Cristo.
Questa occasione sarà dunque un’opportunità speciale per approfondire la vostra fede e incontrare i vostri fratelli e sorelle in Cristo. E spero che creerete ricordi felici e stringerete amicizie che dureranno tutta la vita.
Il tema della Giornata Mondiale della Gioventù è: «Abbiate coraggio: Io ho vinto il mondo!» (Gv 16,33). Provvidenzialmente, oggi celebriamo la memoria liturgica di san Giovanni Paolo II, che proclamava continuamente a tutti i popoli: «Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo!». Queste parole valgono anche per ciascuno di voi. Perciò, in questo pellegrinaggio, portate tutto ciò che siete e tutto ciò che custodite nel cuore: i vostri sogni, desideri e speranze, ma anche le vostre ferite e fatiche. Il Signore vi aspetta in questo luogo di incontro e di comunione. Chiama ciascuno di voi per nome. Desidera risvegliare la vostra speranza e donarvi la pienezza della vita e della gioia.
Non vedo l’ora di incontrarvi a Seul! Nel frattempo, Dio benedica voi e i vostri cari.
E la benedizione di Dio onnipotente, Padre, Figlio e Spirito Santo, scenda su di voi e con voi rimanga sempre. Amen.
Secondo il Bollettino della Sala Stampa, il Santo Padre ha ricevuto in udienza il cardinale Mario Grech, Segretario generale della Segreteria Generale del Sinodo, insieme al cardinale Kevin Joseph Farrell, Prefetto del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita.
🕊️ Ad Assisi per "Pace disarmata e disarmante", 40° anniversario dello Spirito di Assisi
Incontro interreligioso promosso dalla Comunità di Sant'Egidio (25-27 ottobre) per i quarant'anni della Giornata Mondiale di Preghiera per la Pace voluta da Giovanni Paolo II nel 1986. Il Papa è atteso ad Assisi nel pomeriggio del 27 per presiedere la preghiera cristiana nella Basilica inferiore insieme al Patriarca ecumenico Bartolomeo I.