Ieri — Angelus: «Non possiamo amare Dio senza che questo amore straripi nell'amore verso i fratelli» · Appelli per lo Yemen e la Giordania · Invito a unirsi alla preghiera di Assisi
12:00
Palazzo Apostolico, Piazza San Pietro
🙏 Angelus
Angelus dalla finestra del Palazzo Apostolico
📍 Palazzo Apostolico, Piazza San Pietro
Alle 12, nella XXX Domenica del Tempo Ordinario, il Papa si è affacciato dalla finestra dello studio per la recita dell'Angelus. Commentando il Vangelo del grande comandamento (Mt 22,34-40), ha spiegato che Dio cerca da noi «una relazione personale» e che l'amore non si può vivere «a comando», ma come risposta all'amore che sempre ci precede; citando Santa Teresa di Gesù Bambino, ha ricordato che senza l'amore la fede perde il suo contenuto e le opere si riducono a moralismo. Dopo la preghiera mariana ha lanciato un accorato appello per la grave situazione umanitaria nello Yemen, in particolare a Taiz, ha assicurato la preghiera per le vittime dell'attentato terroristico contro i fedeli della chiesa ortodossa di St. George ad Hamoud, in Giordania, e ha invitato a unirsi spiritualmente, «dopodomani, 27 ottobre», ai leader religiosi riuniti ad Assisi nel 40° anniversario dell'incontro convocato da San Giovanni Paolo II. Nello stesso giorno, a Bastia Umbra, si è aperto l'Incontro internazionale per la pace promosso dalla Comunità di Sant'Egidio. Domenica 25 ottobre è morto a 88 anni il Card. Paolo Romeo, arcivescovo emerito di Palermo: il telegramma di cordoglio del Papa è stato pubblicato il giorno seguente.
Nel Vangelo di oggi (cfr Mt 22,34-40) il Signore ci conduce ancora una volta al cuore della nostra fede. Un dottore della Legge, per mettere alla prova Gesù, gli domanda: «Nella Legge, qual è il grande comandamento?» (v. 36). Il Maestro risponde citando un passo del Deuteronomio: «Amerai il Signore tuo Dio…
Cari fratelli e sorelle, buona domenica!
Nel Vangelo di oggi (cfr Mt 22,34-40) il Signore ci conduce ancora una volta al cuore della nostra fede. Un dottore della Legge, per mettere alla prova Gesù, gli domanda: «Nella Legge, qual è il grande comandamento?» (v. 36). Il Maestro risponde citando un passo del Deuteronomio: «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente» (v. 37; cfr Dt 6,5). Cristo pone come fulcro del rapporto con Dio la dimensione dell’amore. Non basta, infatti, sapere che Dio esista, che sia l’unico, o che sia l’Onnipotente; il Signore cerca da noi una relazione personale: l’unico vero Dio vuole diventare il nostro Dio.
Nell’incontro con Lui, il comandamento dell’amore non è un obbligo, né una imposizione. Non si può, infatti, amare “a comando”. L’amore per Dio è l’esigenza propria del desiderio dell’uomo, che trova il suo compimento nella comunione con Lui. Per questo, il nostro amore può essere autentico quando è risposta al suo amore che sempre ci precede. Da qui il bisogno di una totalità che coinvolga l’intera persona: cuore, anima, mente.
Al primo comandamento, il Signore ne unisce un secondo: «Amerai il tuo prossimo come te stesso» (Mt 22,39). Questa regola di vita sgorga da una stessa fonte: perciò, dice Gesù, è simile alla prima. Dall’intima relazione con Dio diventiamo capaci di guardare noi e il prossimo con lo stesso sguardo di Cristo, secondo la sua prospettiva. In questo modo, l’egoismo è vinto e anche l’amore per sé stessi si fa carità: la nostra esistenza si volge verso l’altro e diventa dono per chi ci sta accanto.
Santa Teresa di Gesù Bambino lo ha compreso bene: “Solo l’amore – scriveva – spinge all’azione le membra della Chiesa; spento questo amore, essa non annuncerebbe più il Vangelo” (cfr Opere complete, Manoscritto B, 3v°, Roma 1997, 223). Senza di esso, infatti, la nostra fede verrebbe privata del suo contenuto, le nostre buone opere si ridurrebbero a moralismo, la nostra speranza sarebbe vana.
Carissimi, non possiamo amare veramente Dio senza che questo amore straripi nell’amore verso i fratelli e le sorelle. E non possiamo amare davvero il nostro prossimo se non come figli di uno stesso Padre che ci ha amati per primo nel suo Figlio Gesù.
Chiediamo al Signore la grazia di un cuore nuovo, capace di accogliere e di vivere il grande comandamento. Interceda per noi la Vergine Maria, nel cui cuore immacolato non c’è altro che amore.
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Dopo l'Angelus
Cari fratelli e sorelle,
seguo con preoccupazione la grave situazione umanitaria nello Yemen, in particolare nella città di Taiz, dove la popolazione soffre per la mancanza di cibo, acqua e cure mediche. Rivolgo un accorato appello affinché cessino le ostilità e venga garantito al popolo yemenita e a tutti i popoli della regione di vivere nella pace.
Assicuro la mia preghiera per quanti sono rimasti uccisi e feriti venerdì scorso, nell’attentato terroristico contro i fedeli della chiesa ortodossa di St. George ad Hamoud, in Giordania. Sono vicino a quella comunità e all’intero Paese, che si distingue per la pacifica convivenza e il rispetto tra le diverse religioni.
Continuiamo insieme a pregare per la pace. Dopodomani, 27 ottobre, uniamoci spiritualmente ai Capi di Chiese e ai Leader religiosi che si raduneranno ad Assisi nel 40° anniversario dell’Incontro convocato da San Giovanni Paolo II. Mai come oggi è evidente che le guerre, oltre a seminare morte e distruzione, impoveriscono e danneggiano il mondo. Che il Signore ispiri scelte di dialogo e di pace!
Saluto tutti voi, cari fedeli di Roma e pellegrini di diversi Paesi!
Do il benvenuto ai membri del Centro Académico Romano Fundación, dalla Spagna; al gruppo del St. Ciaran’s College di Ballygawley, in Irlanda, e a quello delle Scuole “S. Giovanni Paolo II” della Diocesi di Opole, in Polonia.
Sono lieto di accogliere i dirigenti del Cerimoniale di alcuni Ministeri e Uffici Governativi italiani.
Saluto i membri dell’Associazione “Solidarietà in Buone Mani”, di Castiglion Fiorentino, e il gruppo di coetanei di Concorezzo venuti in pellegrinaggio per i loro 70 anni.
🕊️ Ad Assisi per "Pace disarmata e disarmante", 40° anniversario dello Spirito di Assisi
Il Papa presiede nella Basilica inferiore di San Francesco la preghiera cristiana per la pace con il Patriarca ecumenico Bartolomeo I e partecipa alla cerimonia conclusiva con i leader religiosi in Piazza Inferiore di San Francesco.
✈️ Partenza per il viaggio apostolico in Uruguay, Argentina e Perù
Dal 6 al 17 novembre: Montevideo, Buenos Aires, Lima e Chiclayo. Il 26 ottobre la Sala Stampa ha confermato che il viaggio si svolgerà come programmato.