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Ago 2026
Sab
Tutti gli eventi del giorno›2026-08-29›Lettera apostolica in forma di Motu Proprio "Mutua Concordia" sulle Chiese orientali
Con la Lettera apostolica in forma di Motu Proprio "Mutua Concordia", pubblicata il 29 agosto ed entrata in vigore con la pubblicazione su L'Osservatore Romano, Papa Leone XIV modifica i canoni 106 e 126 del Codex Canonum Ecclesiarum Orientalium per rafforzare la comunione tra il Patriarca — "Pater et Caput" — e il Sinodo dei Vescovi delle Chiese orientali cattoliche di diritto patriarcale e arcivescovile maggiore. Il nuovo paragrafo del canone 106 disciplina i casi in cui il Patriarca non convochi il Sinodo, affidando al Vescovo più anziano per ordinazione episcopale il potere di convocarlo, per evitare la paralisi dell'organo di governo. Il canone 126, ampiamente rivisto, introduce per la prima volta una procedura ordinata per la rimozione del Patriarca per grave causa: se, richiesto dal Sinodo, egli rifiuta di rinunciare, il Vescovo più anziano per ordinazione presiede l'elezione di un nuovo presidente e sottopone la rimozione a votazione segreta, che richiede almeno i due terzi dei voti; è garantito al Patriarca il pieno diritto di difesa davanti all'assemblea e la decisione finale di dichiarare vacante la sede è subordinata all'assenso del Romano Pontefice, che — spiega il Papa — tutela "la piena libertà dei Padri nell'esprimere la loro scelta, al riparo da ogni possibile pressione indebita interna o esterna". La riforma recepisce la prassi e la sensibilità teologica delle Chiese ortodosse in materia di sinodalità.
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