Sabato 12 Settembre 2026 — Udienza ai partecipanti al IV Incontro Sinodale «Fratelli tutti» · Udienza al Simposio della Communio Internationalis Benedictinarum
🤝 Udienza
Udienza ai partecipanti al IV Incontro Sinodale «Fratelli tutti»
📍 Palazzo Apostolico, Città del Vaticano
In mattinata, nel Palazzo Apostolico, Papa Leone XIV riceve in udienza privata presidenti, segretari generali e alti rappresentanti di centrali sindacali, camere datoriali, organismi multilaterali e reti ecclesiali di tutto il continente americano, riuniti a Roma per il IV Incontro Sinodale «Fratelli tutti: dialogo socio-ambientale Nord-Sud», svoltosi dal 10 al 12 settembre 2026 presso la Casa Generalizia dei Fratelli delle Scuole Cristiane (La Salle). È la prima volta che questo processo di dialogo intersettoriale, avviato nel 2022 sulla scia dell'Enciclica «Fratelli tutti», giunge a un incontro ad alto livello con il Pontefice in Vaticano. Vi partecipano oltre quaranta organizzazioni — tra cui la Confederazione Sindacale Internazionale (CSI), la CSA, l'AFL-CIO statunitense, il Canadian Labour Congress, la SEIU, il Movimento dei Lavoratori Rurali Senza Terra e la UTEP, insieme a organizzazioni datoriali come l'OIE e la Camera di Commercio degli Stati Uniti e a organismi come l'OIL, l'OSA e la BID — per presentare al Papa le conclusioni di un cammino che vuole mettere al centro dell'agenda internazionale la dignità umana, il lavoro e la cura della casa comune. Tra i temi affrontati nelle giornate romane: intelligenza artificiale e dignità della persona, formazione socio-ambientale, organizzazione comunitaria, i giovani, la transizione energetica e la tutela dei territori. La conferenza stampa di presentazione si è tenuta l'11 settembre nella Sala Stampa della Santa Sede con i Cardinali Jaime Spengler e Leonardo Steiner, Liz Shuler dell'AFL-CIO e Mons. Daniel Flores.
Papa Leone XIV saluta i partecipanti all'incontro «Fratelli tutti: dialogo socio-ambientale Nord-Sud», promosso dalla Pontificia Commissione per l'America Latina con Celam e Usccb
Discorso ai partecipanti all'incontro «Fratelli tutti: dialogo socio-ambientale Nord-Sud» (tradotto)
Le res novae del nostro tempo mettono in moto un vero movimento di «riflessione e azione», che deve «essere guidato con lungimiranza: da istituzioni capaci di regolare senza soffocare, e di proteggere senza sostituirsi; da imprese che riconoscono il lavoro e la dignità come misure del successo...»
Le res novae del nostro tempo mettono in moto un vero movimento di «riflessione e azione», che deve «essere guidato con lungimiranza: da istituzioni capaci di regolare senza soffocare, e di proteggere senza sostituirsi; da imprese che riconoscono il lavoro e la dignità come misure del successo; da organizzazioni intermedie e comunità educative che ricostruiscono fiducia e relazioni; e da cittadini che coltivano responsabilità, moderazione, discernimento e senso della verità».
«Non abbiate paura» è un'esortazione che i miei predecessori hanno ripetuto nei momenti decisivi della vita della Chiesa. Vorrei farla mia anche oggi, poiché «non dobbiamo lasciarci intimidire dalle tensioni o dalle differenze, perché possono diventare forze creative quando sono guidate da una responsabilità condivisa».
La Dottrina Sociale della Chiesa offre un aiuto prezioso in questo senso. Molte delle organizzazioni qui presenti la conoscono, la studiano e contribuiscono a diffonderla. Essa «non è un manuale di principi e norme da applicare, ma un processo di discernimento condiviso». I suoi principi non sostituiscono le decisioni che dovete prendere; offrono piuttosto criteri per giudicare se tali decisioni rispettano davvero la dignità umana e servono il bene comune.
Per questo motivo, il valore di eventuali punti di consenso raggiunti non si misurerà soltanto dal numero di persone che li sottoscrivono. Saranno riconosciuti dagli interessi che riescono a proteggere e, in particolare, dall'impatto che hanno sulla vita di coloro che hanno meno potere per difendersi.
I principi della giustizia sociale offrono qui un criterio decisivo. Un ordine sociale, economico e politico può dirsi davvero umano quando permette a tutti — «in particolare ai più deboli — di vivere una vita veramente dignitosa, senza lasciare indietro nessuno».
Alla fine di Magnifica Humanitas ho riflettuto sulla figura del profeta Neemia. Di fronte a una Gerusalemme in rovina, ascoltò la sofferenza del suo popolo, la portò davanti a Dio, discernì ciò che andava fatto, cercò le risorse necessarie e organizzò un progetto che poteva essere realizzato solo con la partecipazione di molte persone.
Vorrei proporvi la stessa immagine per il lavoro che state svolgendo. Anche nel nostro tempo, grandi edifici sono crollati ovunque il progresso abbia cessato di servire la persona, dove il lavoro perde la sua dignità, dove intere comunità vengono scartate o dove la tecnologia finisce per approfondire le divisioni che dovrebbe invece aiutarci a superare.
Come Neemia, siete chiamati a «entrare nei cantieri della storia — laboratori di ricerca, imprese tecnologiche, scuole, media, istituzioni, comunità locali — per ricostruire ciò che è crollato e proteggere ciò che è minacciato». Vi invito inoltre a lasciarvi interpellare dai segni dei tempi e ad accogliere i contributi delle scienze, delle culture e delle esperienze umane per discernere possibili vie da percorrere.
Il negoziato fa parte di questo lavoro ed è parte di una «politica migliore» capace di cercare il bene comune al di sopra degli interessi particolari. Vi incoraggio pertanto a coltivare una sana «cultura del negoziato», capace di aprire strade là dove le differenze sembrano chiudere ogni possibilità di incontro. In questo modo potrete contribuire anche alla diplomazia della pace di cui il nostro mondo ha bisogno.
Neemia non ricostruì Gerusalemme da solo. Chiamò il suo popolo, e ciascuno lavorò sul tratto di cui era responsabile. Spetta ora a voi riconoscere quale parte di questo lavoro condiviso vi è stata affidata. Che il progresso del nostro tempo non lasci dietro di sé nuove rovine, e che tutto ciò che costruiamo sia davvero una casa e un rifugio per tutti, a cominciare da chi ha più bisogno.
In mattinata, nella Sala Clementina, Papa Leone XIV riceve oltre cento partecipanti al Simposio della «Communio Internationalis Benedictinarum» (Cib), l'organismo che ogni quattro anni riunisce le rappresentanti del mondo monastico benedettino femminile (con la presenza di alcuni monaci) da tutto il mondo. Il Papa si rivolge ai presenti in lingua inglese, ricordando che la Cib prosegue da venticinque anni il cammino di comunione e coordinamento avviato da Papa Leone XIII per la Confederazione Benedettina e incoraggiato dal Concilio Vaticano II nel decreto «Perfectae Caritatis». Richiamando la sua recente visita da pellegrino ai monasteri di Subiaco e Montecassino, Leone XIV sottolinea che l'impegno delle monache e dei monaci a essere «sempre più profondamente radicati in Cristo» e sua «testimonianza viva e orante in tutta la terra» costituisce «un grande segno e un dono profetico», particolarmente necessario in un tempo segnato dalla sete di vita autentica, di comunione e di pace. Il Pontefice loda inoltre il progetto della Cib per offrire, a Roma e altrove tramite strumenti digitali, nuove opportunità di formazione dedicate alle monache benedettine.
📷 Foto
Partecipanti al Simposio della «Communio Internationalis Benedictinarum», 12 settembre 2026
Discorso ai partecipanti al Simposio della «Communio Internationalis Benedictinarum» (tradotto)
Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. La pace sia con voi. Care sorelle, e anche alcuni fratelli qui presenti, sono molto lieto di incontrarvi in occasione del Simposio della Communio Internationalis Benedictinarum, che riunisce rappresentanti del mondo monastico da tutto il mondo...
Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.
La pace sia con voi.
Care sorelle, e anche alcuni fratelli qui presenti,
Sono molto lieto di incontrarvi in occasione del Simposio della Communio Internationalis Benedictinarum, che riunisce rappresentanti del mondo monastico da tutto il mondo.
Salutando la Moderatrice, forse proprio lei, il mio pensiero va in modo speciale all'Abate Primate, che non ha potuto essere presente per impegni legati alle sue responsabilità primaziali.
Il vostro è un lavoro prezioso, che da venticinque anni prosegue il cammino di comunione e coordinamento avviato e promosso da Papa Leone XIII per la Confederazione Benedettina, e successivamente incoraggiato dal Concilio Vaticano II nel Decreto Perfectae Caritatis (cf. 22-23).
Questo cammino condiviso è tanto più importante in quanto mira a vivere e a far progredire il carisma benedettino in tutto il mondo attraverso una speciale sinodalità spirituale che fa dell'unicità di ciascuno un tesoro per tutti.
Parlando di San Benedetto, Papa Francesco sottolineava l'importanza di «un cuore dilatato dall'ineffabile dolcezza dell'amore». Un cuore, diceva, è annuncio di grazia, perché le sue radici sono così salde che l'albero cresce bene, resistendo alle intemperie del tempo e portando i ricchi frutti del Vangelo.
Anch'io recentemente ho visitato, ho voluto visitare e ho visitato come pellegrino i monasteri di Subiaco e Montecassino, per pregare in quei luoghi che custodiscono un significato così profondo per tutto il Popolo di Dio e per la nostra storia. Riflettendo sul silenzio e sulla pace di quei santuari, e vedendovi qui oggi, non posso che rallegrarmi nel constatare che — come dice il Vangelo — «da un piccolo seme è cresciuto un grande albero». In effetti, una vigna si è diffusa e «ha riempito la terra», e ha portato molto frutto perché, come amava dire il mio venerabile predecessore, essa è profondamente radicata nel Signore.
Perciò, come monaci e monache di così tanti Paesi diversi, gli sforzi che state facendo per essere sempre più profondamente radicati in Cristo, e per essere sua testimonianza viva e orante su tutta la terra, sono un grande segno e un dono profetico. Questo è particolarmente necessario per il nostro tempo, segnato da una sete di vita autentica, di comunione e di pace.
A questo proposito, San Paolo VI indicava San Benedetto e i suoi discepoli come coloro che, attraverso la preghiera, lo studio e il lavoro, «con la croce, il libro e l'aratro», diffusero «la civiltà e [...] i valori spirituali». Così costruirono tra popoli e nazioni diverse una «unità che, come afferma Sant'Agostino, è 'esempio e modello di assoluta bellezza'».
In questo senso, dunque, è davvero lodevole che siate impegnate in un progetto — a Roma e altrove attraverso strumenti digitali — per offrire nuove opportunità di formazione specificamente dedicate alle monache benedettine.
Care sorelle e fratelli, vi ringrazio per chi siete e per tutto ciò che fate. Grazie per la vostra preghiera, per la vostra presenza umile e silenziosa, per l'offerta quotidiana e nascosta delle vostre vite, e per la guida spirituale, la riflessione teologica e i valori comunitari che vivete e irradiate. Vi incoraggio a proseguire nel vostro impegno consacrato alla comunione, e a tutti voi imparto di cuore la mia benedizione.
Il sabato Papa Leone XIV non ha in programma celebrazioni liturgiche pubbliche. Oltre alle udienze ai partecipanti all'Incontro Sinodale «Fratelli tutti» e al Simposio della Communio Internationalis Benedictinarum, il Pontefice prosegue l'ordinaria attività di governo della Chiesa, con le consuete udienze private ai presuli e ai capi dei Dicasteri e la firma di nomine e provvedimenti resi noti dal Bollettino della Sala Stampa. Tra questi, il Bollettino rende nota la lettera datata 8 agosto con cui il Papa ha nominato il Cardinale Mario Grech, Segretario Generale del Sinodo, suo Inviato Speciale alle celebrazioni per il 250° anniversario dell'erezione canonica della Diocesi di Spiš (Slovacchia), in programma sabato 26 settembre nella Cattedrale di San Martino a Spišská Kapitula; nella lettera il Papa chiede all'Inviato di esortare i partecipanti a «mantenere viva la speranza, con forza rinnovata e nuovo entusiasmo». Il prossimo appuntamento pubblico è l'Angelus di domenica 13 settembre in Piazza San Pietro; seguirà, lunedì 14 settembre, nel giorno del suo 71° compleanno, la visita alla Biblioteca Apostolica Vaticana per l'inaugurazione della mostra «AQVA».
A mezzogiorno il Papa guida la recita dell'Angelus dalla finestra del Palazzo Apostolico, con una riflessione sul Vangelo domenicale e i saluti ai pellegrini.
📚 Inaugurazione della mostra "AQVA" in Biblioteca Vaticana
Nel giorno del suo 71° compleanno, alle 11.00, il Papa visita la Biblioteca Apostolica Vaticana e inaugura "AQVA", primo capitolo del ciclo di mostre "Catastrofe e meraviglia".
🕊️ Udienza Generale e udienza ai partecipanti al convegno sui nuovi martiri
Alle 8.30, prima dell'Udienza Generale del mercoledì, il Papa riceve i relatori e i partecipanti al convegno «Il XXI secolo: un nuovo tempo di martiri?», al termine dei lavori all'Augustinianum.
🎓 Messa per l'inaugurazione dell'anno accademico delle Università Pontificie
Alle 17.30, nella Basilica di San Pietro, il Papa presiede la Santa Messa per l'apertura dell'anno accademico delle Università e Istituzioni pontificie romane.
🕊️ Ad Assisi per il 40° anniversario dello Spirito di Assisi
Incontro interreligioso promosso dalla Comunità di Sant'Egidio per i quarant'anni della Giornata Mondiale di Preghiera per la Pace voluta da Giovanni Paolo II nel 1986.