Sabato 3 Ottobre 2026 — Udienza al Presidente del Montenegro · 150° del Collegio Teutonico · Gambetti arcivescovo di Chieti-Vasto · Messa per la Gendarmeria Vaticana
11:00
Palazzo Apostolico Vaticano
🤝 Udienza
Udienza al Presidente del Montenegro Jakov Milatović
📍 Palazzo Apostolico Vaticano
Papa Leone XIV riceve in udienza, nel Palazzo Apostolico Vaticano, Jakov Milatović, presidente del Montenegro, che si intrattiene con il Pontefice e successivamente si incontra con il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato di Sua Santità, accompagnato dall'arcivescovo Paul Richard Gallagher, segretario per i Rapporti con gli Stati e le Organizzazioni Internazionali. Come informa un comunicato della Sala Stampa vaticana, nel corso dei cordiali colloqui in Segreteria di Stato si rilevano i buoni rapporti esistenti tra la Santa Sede e il Montenegro e si affrontano temi di comune interesse: ci si sofferma in particolare sull'integrazione del Montenegro e di altri Paesi dei Balcani occidentali nell'Unione Europea, nonché sui conflitti in corso in Ucraina. Milatović aveva già incontrato in udienza Papa Francesco il 7 marzo 2024.
📍 Sala del Concistoro, Palazzo Apostolico Vaticano
Nella Sala del Concistoro, Papa Leone XIV riceve la comunità del Pontificio Collegio Teutonico di Santa Maria in Campo Santo, in occasione del 150° anniversario di fondazione. Il Papa ricorda che le origini del Campo Santo come punto di riferimento per i pellegrini diretti a Roma dal territorio del Sacro Romano Impero risalgono all'VIII secolo, e che nel XIX secolo il luogo divenne, grazie all'Arciconfraternita del Campo Santo Teutonico, un rifugio e centro di studio per i sacerdoti di lingua tedesca ostacolati dal Kulturkampf nell'Impero tedesco, trasformandosi poi in un importante centro per l'archeologia cristiana e la storia della Chiesa. Sottolinea che il Collegio vuole essere oggi «un luogo sicuro di formazione», e che la sua caratteristica peculiare — la vicinanza unica alla tomba di San Pietro, da cui il titolo di «Pontificio Collegio» conferito da Benedetto XVI nel 2010 — comporta l'impegno di custodire la fedele adesione al Successore di Pietro. Ricorda infine che l'unica Fede in Cristo è «un elemento essenziale per la credibilità della nostra testimonianza» (cfr Gv 17,20-21), e affida la comunità, insieme all'Arciconfraternita e alla Società di Görres, a Santa Maria della Pietà.
Saluto alla comunità del Pontificio Collegio Teutonico di S. Maria in Campo Santo, nel 150° anniversario di fondazione
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. La pace sia con voi! Eccellenze, Reverendo Mons. Rettore, cari sacerdoti del Collegio, cari membri dell'Arciconfraternita, care sorelle e cari fratelli, sono lieto di incontrarvi in occasione del 150° anniversario della fondazione del vostro Collegio e vi do un caloroso benvenuto.
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
La pace sia con voi!
Eccellenze,
Reverendo Mons. Rettore,
cari sacerdoti del Collegio,
cari membri dell'Arciconfraternita,
care sorelle e cari fratelli,
sono lieto di incontrarvi in occasione del 150° anniversario della fondazione del vostro Collegio e vi do un caloroso benvenuto. Le origini del Campo Santo come punto di riferimento privilegiato per i pellegrini diretti a Roma provenienti dal territorio del Sacro Romano Impero risalgono all'VIII secolo. Nel XIX secolo questo luogo assunse particolare importanza per i sacerdoti dei rispettivi Paesi, quando l'attività del clero era stata notevolmente ostacolata, se non resa del tutto impossibile, a causa delle misure di politica ecclesiastica del Kulturkampf nell'Impero tedesco. Divenne così, grazie all'accoglienza dell'Arciconfraternita del Campo Santo Teutonico, un luogo di rifugio e di studio per i sacerdoti provenienti dall'area di lingua tedesca, trasformandosi poi sempre più in un importante centro per l'archeologia cristiana, la storia della Chiesa e la ricerca sulle origini cristiane. Tutti voi potete guardare con gratitudine ai ricchi frutti di questa storia.
Anche oggi il Collegio sacerdotale vuole essere un luogo sicuro di formazione, in cui i chierici che qui vivono possano approfondire il proprio cammino intellettuale e spirituale, per poter poi rispondere alle domande delle persone nella loro patria di fronte alle grandi sfide del nostro tempo e rendere conto della speranza che è in noi (cfr 1 Pt 3,15).
Una caratteristica peculiare del vostro Collegio è la vicinanza unica alla tomba di san Pietro Apostolo, che nella storia di questa Istituzione, sin dai suoi inizi, è andata di pari passo con una fedele adesione al Romano Pontefice. Ciò traspare dal titolo di «Pontificio Collegio», che Papa Benedetto XVI le ha conferito nel 2010. A tale onore è legato anche un impegno: custodire questa vicinanza e questa unità con il Successore di Pietro e con la Fede degli Apostoli che egli proclama.
Questa unica Fede in Cristo è il principio dell'unità tra i fedeli, per la quale il Signore ha pregato per i suoi discepoli, poiché essa costituisce un elemento essenziale per la credibilità della nostra testimonianza (cfr Gv 17,20-21). Fate vostra questa supplica accorata di Gesù, chiedete questo dono, affinché la comunità del vostro Collegio sia un luogo in cui tale unità possa essere concretamente praticata e resa visibile.
A tal fine chiedo per voi l'aiuto dello Spirito Santo. Affido voi e il vostro Collegio, insieme all'Arciconfraternita e alla Società di Görres a Roma, alla vostra patrona Santa Maria della Pietà e vi benedico tutti di cuore. Grazie.
Il Santo Padre accetta la rinuncia al governo pastorale dell'Arcidiocesi Metropolitana di Chieti-Vasto (Italia), presentata da Mons. Bruno Forte, 77 anni, per raggiunti limiti di età. Al suo posto, Papa Leone XIV nomina Arcivescovo Metropolita di Chieti-Vasto il Cardinale Mauro Gambetti, O.F.M. Conv., 60 anni, trasferendolo dagli uffici di Vicario Generale di Sua Santità per la Città del Vaticano, Arciprete della Basilica Papale di San Pietro in Vaticano e Presidente della Fabbrica di San Pietro, incarichi che deteneva dal febbraio 2021. Nato il 27 ottobre 1965 a Castel San Pietro Terme (Bologna), laureato in Ingegneria Meccanica, frate minore conventuale dal 1992 e sacerdote dal 2000, Gambetti è stato Custode Generale del Sacro Convento di San Francesco in Assisi (2013-2020) prima di essere creato cardinale da Papa Francesco nel Concistoro del 28 novembre 2020. La nomina chiude la sua stagione alla guida della Basilica Vaticana e segna un cambio di governance a San Pietro voluto da Papa Leone XIV.
Nel pomeriggio della XXVII domenica del Tempo Ordinario, Papa Leone XIV celebra nella Grotta di Lourdes dei Giardini Vaticani la tradizionale Santa Messa per il Corpo della Gendarmeria dello Stato della Città del Vaticano, in occasione della festa del patrono San Michele Arcangelo. Durante la celebrazione, quindici nuove reclute pronunciano il giuramento di servizio. Nell'omelia, incentrata sulla parabola della vigna (Is 5,1-7; Mt 21,33-43), il Papa ricorda ai gendarmi che il loro servizio è un «modo di essere operai nella vigna del Signore», affidata loro nella cura di luoghi, ingressi, edifici e soprattutto persone, e sottolinea che «l'autorità, alla luce del Vangelo, si esprime anzitutto nella capacità di custodire, ascoltare e accompagnare». Ringrazia le famiglie dei gendarmi per i sacrifici e i turni che comporta questo servizio, e si rivolge a chi presta servizio da anni e ai quindici appena giurati: «Siate uomini affidabili, discreti, leali [...] Il vostro distintivo più bello sia un cuore che sa custodire». Affida infine il Corpo alla Madonna e a San Michele Arcangelo.
Omelia nella Santa Messa per il Corpo della Gendarmeria Vaticana
Cari fratelli e sorelle, sono molto contento di celebrare per voi e con voi l'Eucaristia, in occasione dalla festa del vostro Patrono San Michele Arcangelo. Poco fa quindici di voi hanno pronunciato il loro giuramento. Questo è il momento della preghiera. In particolare, ora soffermiamoci brevemente a riflettere sulla Parola di Dio che abbiamo ascoltato: essa ci aiuta a comprendere che cosa significa servire, custodire e proteggere.
Cari fratelli e sorelle,
sono molto contento di celebrare per voi e con voi l'Eucaristia, in occasione dalla festa del vostro Patrono San Michele Arcangelo. Poco fa quindici di voi hanno pronunciato il loro giuramento. Questo è il momento della preghiera. In particolare, ora soffermiamoci brevemente a riflettere sulla Parola di Dio che abbiamo ascoltato: essa ci aiuta a comprendere che cosa significa servire, custodire e proteggere.
Il profeta Isaia (5,1-7) ci ha parlato della vigna amata e curata con tanta attenzione. È simbolo dell'amore di Dio per il suo popolo. Dio ha fatto di tutto per la sua vigna e attende da essa frutti buoni. E il Signore chiama tutti i suoi figli a lavorare nella sua vigna, così che noi siamo nello stesso tempo vigna e operai. Per voi, Gendarmi, questo servizio è un modo di essere operai nella vigna del Signore. Alla vostra cura sono affidati luoghi, ingressi, edifici, ma soprattutto persone. Un tratto che appare nell'incontravi è proprio la cura: è bello vedere come guardate l'altro non come un problema da risolvere, ma come una persona da rispettare e custodire.
Nel Vangelo (Mt 21,33-43), la parabola di Gesù ci ha mostrato un esempio negativo: i vignaioli che, nel tempo, hanno dimenticato che la vigna non appartiene a loro, ma è stata loro affidata perché se ne prendano cura. È un richiamo prezioso per chi vive un servizio: ciò che riceviamo è una responsabilità da custodire con umiltà e dedizione, da vivere con discrezione e senso del dovere. Sapete bene che l'autorità, alla luce del Vangelo, si esprime anzitutto nella capacità di custodire, ascoltare e accompagnare, con equilibrio, fermezza e rispetto.
E poi Gesù racconta che il padrone della vigna manda il proprio figlio. Al centro della parabola c'è questo figlio, che rappresenta il Cristo. E al centro della vostra vita e del vostro servizio deve esserci Lui: Gesù Cristo. Prima ancora di essere gendarmi, siete uomini chiamati a seguirlo. Da Lui impariamo la forza che sa farsi mitezza, la vigilanza che nasce dalla fiducia, l'autorevolezza che cammina insieme all'umiltà e il coraggio di intervenire con cuore misericordioso.
Nella seconda Lettura San Paolo ci ha detto: «Non angustiatevi per nulla, ma in ogni circostanza fate presenti a Dio le vostre richieste» (Fil 4,6). Anche questa è una parola molto appropriata per il vostro servizio. Ci saranno giornate tranquille e giornate difficili; momenti in cui sarà necessario decidere rapidamente; situazioni che porteranno stanchezza e preoccupazione. Il gendarme non porta tutto da solo: prega, sa affidarsi, sa ritrovare in Dio quella pace che gli permette di agire con lucidità e con cuore sereno.
E l'Apostolo aggiunge: «Quello che è vero, nobile, giusto, puro, amabile, onorato, ciò che è virtù e merita lode, questo sia oggetto dei vostri pensieri» (cfr Fil 4,8). Ecco un altro tratto del vostro «identikit»: un cuore e una mente educati al bene. Prima di ogni gesto esterno c'è uno sguardo interiore. Chi custodisce gli altri deve custodire prima dentro di sé la verità, la giustizia, la bontà e il rispetto. Custodire gli altri chiede un cuore custodito dal Signore.
Il vostro lavoro vi chiede certamente di essere vigili, ma la Parola di oggi vi invita a qualcosa di ancora più profondo: a vegliare con cura anche su voi stessi. A custodire il cuore, perché non si indurisca ma sia sempre docile a Dio e attento agli altri; a custodire la coscienza, perché continui a guidarvi con rettitudine; a custodire la fraternità tra voi, perché ciascuno possa sentirsi accolto, sostenuto e mai solo. Perché un gruppo diventa davvero «comunità» quando i suoi membri si prendono cura gli uni degli altri e imparano a camminare insieme, sostenendosi con semplicità e amore.
Concludo anche quest'anno con un pensiero di affetto e di gratitudine per le vostre famiglie. Ai genitori, alle mogli, ai figli, alle fidanzate: grazie! Voi conoscete i sacrifici, le assenze, gli orari, le preoccupazioni e anche il peso di un servizio che non sempre si vede.
A chi serve da tanti anni e ai quindici che oggi hanno giurato, dico: non dimenticate mai per chi e per che cosa avete scelto di servire. Siate uomini affidabili, discreti, leali. Lasciate che sia Gesù ad ispirare il vostro servizio. Il vostro distintivo più bello sia un cuore che sa custodire.
Affidiamo tutto questo alla Madonna. Maria, donna della cura e della fiducia, accompagni le vostre famiglie e ciascuno di voi. E a San Michele Arcangelo chiediamo di starvi accanto nella vigilanza e nella lotta contro ogni male. Che vi protegga nel vostro servizio e vi aiuti a rimanere fedeli, perché il Signore Gesù sia sempre al centro della vostra vita, del vostro servizio e del vostro cuore.
🎓 Messa per l'inaugurazione dell'anno accademico delle Università Pontificie
Alle 17.30, nella Basilica di San Pietro, il Papa presiede la Santa Messa per l'apertura dell'anno accademico delle Università e Istituzioni pontificie romane.
🌱 Consegna della "Pope Leo XIV Sustainability Medal" al Card. Czerny
Al Borgo Laudato si' di Castel Gandolfo, il Papa consegna al Cardinale Michael Czerny la prima medaglia per la sostenibilità a lui intitolata, istituita dalla Villanova University.
🕊️ Ad Assisi per il 40° anniversario dello Spirito di Assisi
Incontro interreligioso promosso dalla Comunità di Sant'Egidio per i quarant'anni della Giornata Mondiale di Preghiera per la Pace voluta da Giovanni Paolo II nel 1986.